Cultura in lutto per la morte di Masciantonio

11 Giugno 2021

Casoli. Si è spento a 62 anni il pronipote dell’ultimo proprietario del castello. Il sindaco: perdita grave

CASOLI. Casoli perde un punto di riferimento culturale, un uomo che sapeva parlare di storia con un linguaggio appassionante e coinvolgente. Da oggi il castello ducale ha perso forse il suo pigmalione. È morto a 62 anni Carlo Masciantonio: un malore improvviso se l’è portato via nella notte fra lunedì e martedì. A dare l’allarme il giorno 9, sono stati i vicini, che non l’avevano visto uscire e sentivano l’amato cane Aspasia, abbaiare.
«È una perdita grave per la nostra comunità» afferma il sindaco Massimo Tiberini, «uomo di cultura e sensibile, disponibile, a volte ironico, sentirlo parlare della storia di Casoli, del castello, del territorio, era davvero coinvolgente».
Carlo Masciantonio era pronipote di Pasquale Masciantonio, ultimo proprietario del castello, celebre avvocato e parlamentare, che ospitò nel maniero Gabriele d’Annunzio, Francesco Paolo Michetti, Francesco Paolo Tosti, Edoardo Scarfoglio, Matilde Serao e Guglielmo Marconi. Carlo Masciantonio, che è anche vissuto nel castello, faceva da “cicerone” ai visitatori, coadiuvato da Mario Colanzi. A settembre dello scorso anno, durante un intervista al Centro ha parlato con passione nelle sue parole, pathos, emozione, del cenacolo di d’Annunzio e delle frasi che il Vate scrisse sulle pareti. Poi passò a descrivere la stanza del maggiore Lionel Wigram e della Brigata Majella che ha avuto l’onore di essere visitata dal presidente Sergio Mattarella, il 25 aprile 2018, per le celebrazioni del 73° anniversario della Liberazione. Masciantonio riusciva a renderli vivi, reali, questi personaggi. Riusciva a “farli vedere” questi personaggi: sembrava di scorgere il comandante Troilo e il maggiore Wigram, si aveva l’impressione che d’Annunzio e Michetti e Tosti uscissero or ora da qualche stanza. I turisti sentivano anche la storia di Casoli, di Cluviae (cittadina romana in località La Roma), del castello, della primitiva torre medievale, da d’Aquino fino ad arrivare ai de Sangro ai Di Benedetto e infine ai Masciantonio. Dopo gli studi di ragioneria a Casoli si trasferì a Roma, dove si iscrisse ad Antropologia, quindi a Bologna e a Milano. Poi, a metà degli anni Novanta, ritornò nella sua Casoli dove si dedicò alla diffusione della cultura, a fare da guida nel "suo" castello, a essere un punto di riferimento per intere generazioni di studenti e studiosi, non solo casolani.
Il funerale oggi, alle 16, nella chiesa di Santa Reparata a Casoli.
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