Cure immediate per Angelica

Liste di attesa troppo lunghe: il giudice del lavoro ordina alla Asl di dare assistenza alla bimba di 8 anni
CHIETI. Cure immediate per la piccola Angelica, la bimba di 8 anni di Arielli affetta da autismo. Per vedersele riconoscere la famiglia è dovuta ricorrere dal giudice, che ha sancito la tempestività dell’assistenza terapeutica, che sembrava bloccata dalle lunghe liste d’attesa.
Dopo un anno di calvario, i genitori della bimba possono festeggiare un risultato che all’inizio sembrava insperato a causa della inadeguatezza dell’organizzazione territoriale dei servizi riabilitativi.
Tutte le strutture sono infatti piene e non sarebbe stato possibile curare Angelica se il giudice del lavoro del tribunale di Chieti, Ilaria Prozzo, non avesse ordinato alla Asl l’assistenza immediata, anche con personale a domicilio. La sentenza è di mercoledì scorso. Il giudice ha accolto integralmente il ricorso proposto dalla famiglia assistita dall’associazione Autismo Abruzzo presieduta da Dario Verzulli.
«Sia per noi che per i genitori di Angelica questa sentenza è molto importante», dice Verzulli, «l’abbiamo accolta con grande soddisfazione anche per la valenza che può avere per tutte le famiglie che si trovano a confrontarsi con l’autismo. La nostra associazione ne riunisce in Abruzzo 130, ma riteniamo che l’utenza stimata, solo per quanto riguarda bambini e ragazzi abruzzesi, sia di circa un migliaio di casi. L’Abruzzo ha un’ottima legislazione di settore, ed è anzi capofila in Italia, ma il problema delle liste d’attesa rimane, visto che le strutture che possono ospitare i ragazzi e i bimbi autistici non hanno più posti».
Il ricorso è stato curato dall’avvocato Giovanni Legnini, omonimo e cugino del vice presidente del Consiglio superiore della magistrature, che da tempo assiste gratuitamente l’associazione.
«Il ricorso va accolto», scrive il giudice Prozzo nella sentenza «e la Asl 2 di Lanciano-Vasto-Chieti va condannata, in via provvisoria e d’urgenza, a prendere in carico la minore e a praticare in suo favore tutte le terapie e gli interventi riconosciuti nelle linee guida nazionali per l’autismo, direttamente o tramite strutture specializzate residenziali/semiresidenziali pubbliche e private o attraverso la terapia domiciliare e, in ogni caso, a sostenere integralmente i costi per le suddette terapie». (a.i.)
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