D’Achille: in città il villaggio dello sport dedicato ai disabili

CHIETI. «E' bello e gratificante constatare che Chieti condannata dalla politica dissennata a diventare il dormitorio di Pescara si dispone concretamente a proporsi quale primo modello di comunità...
CHIETI. «E' bello e gratificante constatare che Chieti condannata dalla politica dissennata a diventare il dormitorio di Pescara si dispone concretamente a proporsi quale primo modello di comunità all'avanguardia.
Ci hanno tolto tutti i gioielli distintivi di una città storicamente evoluta che risparmio di elencare». A sostenerlo è Augusto D’Achille, fisioterapistaed nex presidente dell’Unione ciechi, in una lettera indirizzata al sindaco Umnerto Di primio. «La comunità reagisce inventando la prima cittadella della Pubblica amministrazione e quella della cultura. Il demanio che ha consentito di compiere questi due miracoli propone ora all'Azienda sanitaria locale, al Comune e alla Provincia di rivalutare ulteriori otto palazzi vuoti con l'impegno di finanziarne la ricerca e progettazione di utilizzo. L'istituzione di una seconda Università che realizzi corsi non presenti in Abruzzo o per stranieri dell'aria mediterranea, case dello studente e alberghi avveniristici? Ci sono in ogni caso» puntualizza «molti altri palazzi e caserme vuoti da riempire oltre quelli già individuati. Se è vero che non c'è due senza tre mi permetto di proporre il parziale impiego di questi ultimi con tre proposte delle quali non si parla: la realizzazione del villaggio della cultura di base, del villaggio dello sport dilettantistico, del villaggio della solidarietà».
«La solidarietà» sottolinea D’Achille «non è pane per i denti dei politici Abruzzesi. Che che se ne pensa e dica anche i disabili producono attività e reddito. La realizzazione a Chieti di un villaggio sportivo della solidarietà per disabili che accolga innanzitutto le compagini delle diverse discipline sportive delle nazionali dei vari sport paralimpici, una "Coverciano multipla" coinvolgerebbe la città» sostiene D’Achille «in un movimento turistico inimmaginabile con costi iniziali contenuti».

