D’Achille, la tenacia di chi non si rassegna al buio

22 Novembre 2015

I personaggi della teatinità. Augusto, ovvero un simbolo italiano dei non vedenti Per sé e per loro ha creato il mezzo per poter leggere trenta diversi quotidiani

CHIETI. Conosco Augusto D'Achille, personaggio della mia vetrina, da oltre mezzo secolo: eravamo insieme alla redazione teatina de Il Tempo, con Marino Solfanelli capo redattore. In quel periodo ho avuto moto di ammirare in lui, non vedente, la capacità di lavoro e il suo interesse per gli argomenti che era chiamato a trattare, in particolare quelli legati alla sanità, settore che da fisioterapista che lavorava in Ospedale a Chieti conosceva bene. Erano gli anni 60, Augusto ha sempre agito in modo che la sua disabilità non avesse il minimo peso nei rapporti con gli altri, offrendo un esempio di comportamento fatto di grande dignità, oltre che di determinazione e coraggio. Da presidente dell’Unione Italiana Ciechi si è battuto a spada tratta per il riconoscimento dei diritti dovuti alla categoria, ma nello stesso tempo ha chiuso la porta a chi dalla comunità civile chiedeva riconoscimenti non dovuti. Infatti si fece promotore di pubbliche iniziative contro alcune forme di accattonaggio che si erano verificate nel territorio, con protagoniste persone prive di vista che non esitò a denunciare pubblicamente. D'Achille è stato, anzi lo è ancora, un esempio di come, con un handicap grave come è quello di essere privo della vista, si può vivere una vita intensa, con tanti interessi anche e soprattutto nel campo lavorativo.

Come giornalista, per tanti anni collaborando con il Tempo e poi anche con il Messaggero, ha trattato non solo i problemi del pianeta sanità, ma si è interessato di turismo, valorizzando con una serie di articoli le potenzialità dell'Abruzzo legate alle sue tradizioni e alla sua gastronomia. Infatti Augusto D'Achille firmò una inchiesta alla scoperta della cucina tradizionale della provincia teatina proposta e finanziata dalla Camera di Commercio di Chieti, al tempo presieduta da Arrigo Chiavegatti. Il suo lavoro ebbe ampia eco e trovò in Filippo De Francesco, l'indimenticabile titolare del ristorante Bellavista, colui che raccolse le indicazioni fornite dagli articoli firmati da D'Achille utili per valorizzare nella sua cucina le tipicità della tradizione culinaria della provincia teatina.

Filippo organizzò anche a Losanna il Festival della cucina abruzzese che ebbe un grande successo. Nel 1976 Augusto maturò l'idea di realizzare un periodico di informazione destinato ai ciechi, prodotto su musicassette. Allora ero direttore di Radio Elle, emittente alla quale D'Achille chiese inizialmente, prima di organizzarsi nella sede della Unione Italiana Ciechi, il supporto tecnico per concretizzare l'iniziativa di offrire ai privi di vista uno strumento in grado di offrire loro la conoscenza di notizie e fatti di interesse per la categoria. Franco Corradetti fu il tecnico che si impegnò a realizzare le cassette, mentre a prestare la loro voce furono Alba Bucciarelli, Marisa Saraceni e Domenico Merlino. Sto parlando proprio dell'ingegnere Merlino che nello svolgere da volontario quel servizio, conobbe Marisa, diventata poi sua moglie. Una bella storia d'amore nata in quella redazione. Il mensile parlato, diretto da Augusto D'Achille, registrato con il nome di Audio Press, ha fornito informazioni, ha dato occasione di confronto e dibattiti, rivelandosi una palestra aperta a tutti, per ben 29 anni. Infatti D'Achille si dimise nel 2005, lasciando spazio ad altre forme di comunicazione. Audiopress rimane però nella storia della Unione Italiana Ciechi per quello che è riuscito a dare, in momenti in cui non erano certamente molti i mezzi di comunicazione a cui i non vedenti potevano avere accesso. Oggi il quadro è decisamente cambiato: l'associazione “Guidiamoci”, che da anni è impegnata a trovare soluzioni alle problematiche dei disabili, ha fatto ottenere ai non vedenti l'accesso a una trentina di quotidiani, dai quali possono attingere notizie locali, nazionali e internazionali. Possono farlo in maniera diretta, gratuitamente.

Una svolta che significa il raggiungimento del traguardo al quale Augusto D'Achille puntava fin dal primo numero di Audiopress: la conquista di spazi informativi, per dare più autonomia ai privi di vista in modo da offrire loro la possibilità di vivere sempre di più come persone normali. Come lui ha saputo fare nel corso della sua vita.