D’Adamo si dimette dagli Studi rossettiani

4 Aprile 2015

Lite nel Pd, il presidente del Centro europeo contro il segretario del partito: non ho preso compensi

VASTO. Si dimette dall’incarico di presidente del consiglio d’amministrazione del Centro europeo di studi rossettiani dopo l’intervento del segretario cittadino del Pd, Antonio Del Casale. Protagonista del gesto - che segna l’acuirsi della fronda interna al Partito democratico - è Nicolangelo D’Adamo, rappresentante del Comitato “Insieme per Renzi”. L’ex consigliere comunale, che insieme a Fabio Giangiacomo e Ivan Aloè aveva criticato l’assenza di una linea politica del Pd sulle grandi questioni urbanistiche scatenando la reazione del segretario cittadino, ha deciso di lasciare il Cda del Centro, diretto dal professor Gianni Oliva, spiegando in una nota le ragioni della rinuncia. «L’aver letto sui giornali che il segretario del Pd di Vasto, ossia il partito che ha inventato e creato il Centro europeo di studi rossettiani, si vanta di aver “chiesto ed ottenuto una riduzione dei finanziamenti” (tra l’altro già fortemente ridotti), lasciando intendere che quell’investimento comunale era inutile o eccessivo o, peggio, fonte di illeciti guadagni, mi ha costretto a dimettermi dalla carica che ricoprivo da sette anni», spiega D’Adamo, «e, a corollario, far certificare dal dirigente comunale di settore che per quell’incarico non ho percepito alcun compenso, a scanso di qualsivoglia malevola illazione e per futura memoria. Ovviamente continuerò a sostenere quella istituzione cittadina in tutte le sedi, a cominciare da quelle politiche».

L’ex preside ricorda che fu proprio la dirigenza del Pd, nel 2006, anno in cui il centrosinistra conquistò il Comune, a chiedere alla giunta del sindaco Luciano Lapenna di realizzare il Centro europeo di studi rossettiani, nato con consenso unanime sia all’interno del partito, sia nella coalizione di maggioranza «nella convinzione che ogni finanziamento per la promozione culturale del territorio era da salutare con favore. Purtroppo», annota D’Adamo, «nonostante i ricchi programmi annuali del Centro, già durante la prima sindacatura di Lapenna e soprattutto nella seconda, l’atteggiamento prevalente nella maggioranza e nelle minoranze è cambiato, complice anche la crisi economica, fino a diventare aperta ostilità nei confronti di quella istituzione cittadina oggetto di interrogazioni consiliari», conclude l’ex preside, il quale rimarca di aver assolto «al compito con entusiasmo, convinto allora come oggi dell’utilità di quella iniziativa».

Anna Bontempo

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