D’Alessandro investe e punta su Di Resta

MIGLIANICO . La D’Alessandro Termomeccanica si rilancia. L’azienda di Miglianico ha sposato lo stile del design a firma del top manager milanese Dino Di Resta, per un rilancio aziendale fondato sulla...
MIGLIANICO . La D’Alessandro Termomeccanica si rilancia. L’azienda di Miglianico ha sposato lo stile del design a firma del top manager milanese Dino Di Resta, per un rilancio aziendale fondato sulla creazione di un’esclusiva linea di termo stufe e termo camini ad uso domestico, che coniugano stile, arredamento, efficienza e risparmio. D’Alessandro e Di Resta danno vita al nuovo marchio “D e D design by D’Alessandro”, che oltre a dare rinnovata linfa alla produzione di caldaie industriali di cui la D’Alessandro è leader di settore da 50 anni, creerà una linea esclusiva ed unica di termo stufe e termo camini ad uso domestico, che unisce l’estremo bello all’estremo risparmio, grazie al design e alla caratteristica di assoluta innovazione, data dal sistema di alimentazione di tipo policombustibile.
Il progetto di fusione è stato presentato ieri mattina nella sede aziendale di Miglianico alla presenza della famiglia D’Alessandro, Dino Di Resta, i sindaci di Miglianico Fabio Adezio, di Vacri Piergiuseppe Mammarella, di Ari Marcello Salerno, del segretario provinciale Fiom Cgil Andrea De Lutiis, del direttore generale di Progetto Fuoco Raul Barbieri e di diversi rivenditori.
L’obiettivo di Di Resta è «arrivare da protagonisti alla fiera Progetto Fuoco 2021 di Arezzo». Antonella D’Alessandro invece ha sottolineato quanto la strada sia in salita e il percorso in divenire ma «l’educazione ricevuta da nostro padre ci ha insegnato a non rinunciare mai nella vita, a scegliere ed avere coraggio, secondo coscienza propria e responsabilità collettiva».
L’azienda D’Alessandro Termomeccanica è stata fondata nel 1978 da Raffaele D’Alessandro, oggi affiancato dalle figlie Antonella e Domenica. Produce caldaie e generatori di calore a biomassa e fino al 2014 l’azienda ha avuto una crescita esponenziale concretizzata nel picco del fatturato di circa 10 miloni di euro. Complice l’inversione della tendenza del mercato che ha interessato il settore, si sono verificate flessioni negli anni avvenire, fino a scivolare al fatturato di circa 4 milioni nel 2019. Ora è il tempo del rilancio. (a.s.)
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