D’Alessandro: prolungare la cassa integrazione
ORTONA. In parallelo con la vendita degli stabilimenti Alimonti nell’ambito del concordato preventivo, prosegue la corsa di istituzioni e sindacati per mantenere i dipendenti legati all’azienda...
ORTONA. In parallelo con la vendita degli stabilimenti Alimonti nell’ambito del concordato preventivo, prosegue la corsa di istituzioni e sindacati per mantenere i dipendenti legati all’azienda attraverso gli ammortizzatori sociali, requisito fondamentale per il ritorno al lavoro quando e se a capo del gruppo Alimonti dovesse subentrare una nuova proprietà.
Camillo D’Alessandro, il sottosegretario alla Presidenza che coordina il tavolo regionale sulla vertenza, sottolinea che la cassa integrazione va rinnovata con un’ulteriore proroga prima della data di scadenza, il 27 settembre. «A giorni», spiega, «è imperativo che si ottenga una convocazione del tavolo nazionale al ministero del Lavoro. In quella sede», aggiunge, «dove si accenderanno i riflettori sulla vicenda Alimonti, si dovrà ottenere un prolungamento della cassa straordinaria». Al tavolo romano, ricorda D’Alessandro, si discuterà del gruppo nel suo complesso, compreso lo stabilimento della Romana macinazione. «Con quei dipendenti», spiega, «il totale dei dipendenti Alimonti sale a 90 unità, e per questo si sono mobilitati anche i sindacati laziali della categoria. Per tutti insieme, infatti, la Cigs scade il 27».
Il sottosegretario regionale parla anche dell’azione della Regione per mantenere appetibile a nuovi acquirenti lo stabilimento di Caldari. «I suoi tre punti di forza sono la modernità delle attrezzature, il collegamento diretto ferroviario con il porto attraverso la linea della Sangritana e la stessa infrastruttura portuale, per la cui efficienza ci siamo già impegnati a favorire le nuove operazioni di dragaggi». (f.b.)
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