D’Alessandro scrive in Procura «Le mie denunce cestinate»

17 Febbraio 2015

VASTO. «Ho cercato di svolgere il mio ruolo di consigliere di opposizione nel migliore dei modi, con iniziative e denunce, ma devo registrare, purtroppo, una sorta di distanza da parte del potere...

VASTO. «Ho cercato di svolgere il mio ruolo di consigliere di opposizione nel migliore dei modi, con iniziative e denunce, ma devo registrare, purtroppo, una sorta di distanza da parte del potere giudiziari. È uno dei passaggi della lunga lettera aperta che il consigliere comunale indipendente Davide D’Alessandro ha scritto al procuratore capo Giampiero Di Florio all’indomani dell’indagine avviata dalla magistratura sulle minacce volate nell’aula consiliare.

D’Alessandro non nasconde la sua amarezza e fa il punto sulle denunce pubbliche fatte in questi anni che non hanno sortito nessuna inchiesta.

«Ho presentato, circa un anno fa, un esposto sulla direzione artistica del Teatro Rossetti», ricorda il consigliere, «e non ho avuto alcuna risposta. Ho scritto più volte (esiste ancora la notitia criminis?) di un parcheggio Multipiano “regalato” a 1.000 euro al mese per 30 anni a un imprenditore. La struttura, oggi arricchita anche di un’antenna di telefonia mobile, non risulta accatastata come, del resto, altri siti della città. Una parte del terreno espropriato non risulta neppure pagato. È normale? È legale? Da qualche mese a questa parte», prosegue D’Alessandro, «indovino con largo anticipo i nomi dei vincitori dei bandi, ma non sono un profeta. L’11 novembre scorso», sottolinea il consigliere comunale, « ho inviato un’e-mail alla stampa con i nomi dei vincitori delle nuove posizioni organizzative in Comune. A gennaio sono stati ufficializzati i nomi. Puntualmente, non ho sbagliato un colpo. Ho fatto anche il nome del nuovo comandante dei vigili urbani. Aspetto l’ufficialità. Questa lettera è aperta. Non pretende alcuna risposta. L’unica risposta che attendo è che la distanza tra giustizia e politica, tra Palazzo di giustizia e Palazzo di città, si trasformi in vicinanza, nel rispetto scontato delle reciproche prerogative», conclude il consigliere. (a.b.)

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