D’Alessandro: si doveva spendere di meno
VASTO. «Bene il riconoscimento all’Arma, ma in un contesto economico così tragico si doveva e si poteva spendere molto meno». Avrebbero voluto una cerimonia più “sobria” le minoranze consiliari che,...
VASTO. «Bene il riconoscimento all’Arma, ma in un contesto economico così tragico si doveva e si poteva spendere molto meno». Avrebbero voluto una cerimonia più “sobria” le minoranze consiliari che, durante l’ultima assemblea civica hanno censurato l’amministrazione comunale, la quale, in occasione del bicentenario dell’Arma, ha sostenuto una spesa di 90mila euro per il monumento, commissionato allo scultore Giuseppe Colangelo, e per le celebrazioni.
Il sindaco Luciano Lapenna si è risentito per le critiche e ha accusato i detrattori di non capire i valori. Fatto sta che, a distanza di nove giorni dalla cerimonia, che ha registrato la presenza del presidente del Senato, Pietro Grasso, se ne parla ancora. A ritirare fuori l’argomento è Davide D’Alessandro, consigliere comunale indipendente che sta meditando le dimissioni. «Mi sono tenuto fuori dalle polemiche e ho evitato anche di partecipare, perché alle sfilate e alle fanfare preferisco un ricordo o una candela accesa», attacca D’Alessandro, «però, quando leggo che Lapenna rimprovera ai critici di non capire i valori, m’infervoro. Chi sarà ricordato, dopo dieci anni di amministrazione, soltanto per aver assunto qualche amico non può parlare di valori. Chi butta dalla finestra 600mila euro per una pista ciclabile mai inaugurata, già fatiscente e da rifare, non può parlare di valori. Non ci facciamo insegnare da Lapenna che cosa rappresenta l’Arma. Lo sappiamo. Diciamo che, in un contesto economico tragico, si doveva spendere meno. Non si doveva rinunciare al segno di riconoscimento, ma spendere con sobrietà. Lapenna ha dimostrato ancora una volta di essere uno spendaccione, ma non con i soldi dei poveri cittadini vastesi». (a.b.)
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