D’Alfonso dà il benservito a Zavattaro

18 Maggio 2015

Il verdetto del Governatore al convegno del Circolo degli Amici. Ma rispunta il progetto dell’ospedale unico Chieti-Pescara

CHIETI. Non siamo in pizzeria, ma nella sala di gala di palazzo Ricciardone. Luciano D’Alfonso e Umberto Di primio si guardano negli occhi. Il primo è ospite del Circolo degli Amici, insieme alle deputate Paola Pelino di Forza Italia e Federica Chiavaroli dell’Ncd. Il secondo è in prima fila accanto al costruttore Angelo De Cesare, nella platea di soci del Circolo. Il luogo non è istituzionale seppure ben più prestigioso di una pizzeria, ma il Governatore emette lo stesso la sua sentenza. Dà il benservito al manager della Asl di Chieti, Francesco Zavattaro; spiega perché il suo tempo è scaduto e poi, smentendo neppure tanto chiaramente il piano segreto di fusione delle Asl di Chieti e Pescara, si fa sfuggire una parola chiave che di fatto conferma il progetto faraonico. D’Alfonso infatti parla del futuro della sanità teatina, elogiandone le eccellenze e raccontando che il ministro della salute gli ha chiesto notizie su Oculistica e il prof Leonardo Mastropasqua, ma infine pronuncia la parola project. Prima smentisce la fusione delle due Asl, definendola una fantasia giornalistica davanti a Di Primio (che non gli crede), poi ricaccia dal cilindro un progetto di finanza da 200 milioni di euro.

Per chi non lo sapesse, esiste un project presentato a giugno 2014 da un gruppo di imprese capeggiate dal colosso Maltauro finito nella bufera della inchiesta sul Mose di Venezia. Il progetto teatino prevede proprio la realizzazione di un nuovo ospedale. É un’opera enorme, (da localizzare tra Chieti e Pescara?), che fece scandalizzare Francesco Zavattaro. D’Alfonso, sabato sera al Circolo degli Amici, presieduto da Paolo De Cesare, si riferiva proprio a questo progetto proposto dal mercato oppure, in itinere, ce n’è un secondo pianificato dal pubblico?

La risposta è nei fatti: il project in piedi è ancora e solo quello firmato Maltauro che deve aver ricevuto precise garanzie dalla Regione. Il progetto, che ha una fidejussione bancaria di 20 milioni di euro, di cui la Maltauro si è fatta garante, è scaduto ben due volte ma le imprese proponenti lo hanno rinnovato accollandosi il pagamento di interessi da capogiro. Come dire: siamo certi che andrà avanti.

Chi invece è arrivato a fine corsa è Zavattaro. D’Alfonso sceglie la platea qualificata del Circolo per trasformare un interessante convegno sul futuro di Chieti in una notizia di cronaca politico-sanitaria. E si spera, non penale visto che il manager annuncia, per oggi una lettera-diffida alla Regione che potrebbe evolvere in una denuncia per omissioni in atti di ufficio.

Andiamo per ordine. D’Alfonso, incalzato dalla domanda del giornalista che che lui definisce «sherpa sudisciante», racconta di aver ricevuto una lettera con cui Zavattaro gli comunica le sue dimissioni «entro il 15 di giungo» vincolandole però «a un giudizio sui suoi 18 mesi di lavoro a Chieti. Il Governatore si stupisce per questa richiesta. Zavattaro, interpellato per telefono, replica di non aver mai inviato una lettera ufficiale ma di avergli comunicato solo a parole la volontà di dimettersi. E che la richiesta del giudizio su di lui non è una concessione ma un atto dovuto dalla giunta. «Da un anno ha ricevuto dagli uffici la mia valutazione», dice Zavattaro che ne conosce anche il contenuto: “É positiva al cinquanta per cento”. Ma la giunta ha fatto scadere tutti i termini. E da oggi si pone a rischio di denuncia.

Il contenzioso (che sa di specchietto per allodole) ha alla base gli appalti della Asl, o meglio le gare non fatte. Secondo D’Alfonso Zavattaro, ricorrendo alle proroghe di servizi scaduti, avrebbe fatto lievitare i costi di milioni di euro- lui ha parlato «di 60 milioni che possono diventare 120» - rinunciando al meccanismo dei ribassi che sarebbero stati fatti se gli appalti si fossero svolti. Sempre il governatore, e sempre davanti alla platea del Circolo e agli altri due ospiti (Pelino e Chiavaroli portatrici di una propria esperienza politica e di vita che però hanno dovuto cedere la scena a D’Alfonso) ha quindi accusato Zavattaro di essere ricorso troppo alle costose proroghe. Questa la vera causa del divorzio tra il manager e la Regione. Così afferma il Governatore. Sentiamo però l’altra campana: «Ho tolto dalla Asl di Chieti tutti i fornitori illegittimi in proroga i cui contratti, vecchi anche di venti anni, facevano acqua da tutte le parti. D’Alfonso ha ragione: era una situazione indecente. Ma in realtà si sbaglia perché proprio io ho fatto pulizia, impiegando cinque anni per risolvere situazioni difficili che avrebbero causato contenziosi e ribandendo le gare di appalto: un centinaio, dai servizi di riabilitazione e assistenza domiciliare, alle croci fino all’ultima della cucina», afferma Zavattaro. Giano ha due facce: da una parte c’è il pensiero debole dall’altra la filosofia spregiudicata dell’indagine sulla verità. Così dice un proverbio sherpa.