D’Alfonso: «Il nuovo ospedale si farà»

Il governatore zittisce l’opposizione sui costi, i tempi ed i rapporti con Maltauro: «Chi fa insinuazioni sarà querelato»
CHIETI. Project, querele e nidi di letto. Luciano D’Alfonso preme il grilletto di un kalashnikov per rispondere a raffica a Mauro Febbo e ai cinquestelle. Il project financing del nuovo ospedale andrà avanti. Chi solleva sospetti sarà querelato senza pietà. «Ma è anche paradossale», dice il governatore, «che mi ritrovi a difendere un progetto di finanza concepito in “nidi di letto” di altre legislature». La resa dei conti scocca a mezzogiorno, un’ora di fuoco. La conferenza stampa avviene in una sede istituzionale (Regione, viale Bovio a Pescara). D’Alfonso, con accanto l’assessore Silvio Paolucci e il manager Asl, Pasquale Flacco, chiarisce tutto ciò che c’è da chiarire sull’operazione Maltauro. Dà risposte chiare sui costi reali, sulle notizie che hanno il sapore di mozzarelle di bufala e sul perché dei 28 negozi che potrebbero aprire i battenti nel futuro policlinico. Solo per rispetto dei morti nessuno gli chiede che cosa sarebbe accaduto se il vecchio ospedale teatino, fatto di cemento impoverito – che superò chissà come improbabili collaudi di tecnici romani –, si fosse trovato accanto ad Amatrice. Se ieri mattina gliel’avessero domandato, il governatore avrebbe ribadito ancora di più, senza essere una Cassandra, la necessità vitale di andare avanti con lo strumento del project financing, come del resto ha fatto.
Nel project, tanto per essere didascalici, ci sono un colosso, o più colossi, che propongono un progetto con propri costi, quantità, qualità ed anni in convenzione, ed una stazione appaltante, la Asl, che bandisce la gara che deve avere una valenza internazionale e, soprattutto, garantire l’evidenza pubblica. Il tutto si traduce in un anno e mezzo ai cui dobbiamo aggiungere 2.105 giorni per realizzare l’opera e demolire i corpi impoveriti del vecchio ospedale. Quindi chi oggi afferma che Maltauro e soci hanno già vinto e che tempi e costi sono già certi, bara e mente sapendo di barare e mentire. Questa è la sintesi del D’Alfonso-messaggio. Entriamo nel particolare.
«Partirà la gara d’appalto dove tutto comincerà da zero», è l’incipit del governatore. «La scelta del contraente viene fatta con una gara internazionale», ribadisce. Non c’è del marcio in Danimarca e neppure a Colle dell’Ara.
«Preferisco, per questo tipo di opera, lo strumento del project financing perché garantisce l’evidenza pubblica», sottolinea D’Alfonso facendo poi intendere che l’operazione-nuovo ospedale di Chieti farà da apripista a Vasto, Lanciano, Giulianova, L’Aquila, Pescara e Teramo. «Siamo a qualche centimetro dal riconoscimento del promotore», cioè Maltauro, Finanza e Progetti spa, Nocivelli spa e Studio Altieri, «ma non significa assolutamente che abbiano vinto loro. Anzi, è solo l’inizio perché tutto è sottoponibile a variazione di quantità, qualità e anni in convenzione», specifica il governatore che quindi distingue «il costo di muri e tecnologia, pari a 251 milioni, e di servizi forniti, ogni anno e per 27 anni, in convenzione. Servizi che costano comunque alla Asl 60 milioni di euro l’anno, con o senza project. In sintesi bara (leggi Febbo, nome mai detto ieri) chi afferma che il nuovo ospedale costerà 2 o 3 miliardi. D’Alfonso mette in guardia chi fa insinuazioni su «favori a Maltauro», affermando di aver già querelato un «giornale digitale» perché, al contrario, il project «fa in modo che ci sia un rilevante numero di partecipanti», e lancia un appello rivolto ai colossi del mattone a presentare controproposte. Passiamo così ai 28 negozi che Maltauro propone nel suo progetto: «Il bar dell’ospedale di Chieti fa cespite», esclama il governatore, «non vi meravigliate se il proponente offre attività commerciali (parrucchiere, sala gioco, agenzia di viaggio, videogiochi ecc). Tanto poi c’è la selettività di mercato». E chiude citando Raffaele Cantone: «Sulle opere complesse non c’è altro strumento del project financing per trasparenza e rapporti con le imprese. Io Maltauro non l’ho mai incontrato da solo. E’ avvenuto in Regione e in riunioni ufficiali».
Le ultime due raffiche sono dedicate agli «ululati dell’opposizione» e, udite udite, all’annuncio di «composizioni dell’offerta sanitaria tra Chieti e Pescara che (inevitabilmente, ndr) saranno messe insieme». Ma tempi e tipo di offerte sanitarie restano top secret. Per il bene del campanile. Qualche ora dopo, Febbo gli risponde: «E’ sembrato tanto un caso di “excusatio non petita accusatio manifesta», dice, «il project financing è stata depositato nell’aprile 2014 alla Asl, un mese dopo si è andati alle urne, quindi la proposta non è mai stata sottoposta alla valutazione dell'esecutivo Chiodi». E chiude: «Piuttosto dobbiamo constatare come non ci siano state risposte ai rilievi che abbiamo sollevato sui servizi e la volontà di costruire un vero e proprio centro commerciale nel nuovo nosocomio». Evidentemente chi ha riferito a Febbo si è distratto.

