D’Amico: bisogna uscire da apatia e isolamento

15 Maggio 2016

LANCIANO. «Non un esercito, ma un popolo che crede in questa coalizione e che ha un progetto: riportare Lanciano al centro». Errico D’Amico, candidato sindaco per il centrodestra e area popolare ha...

LANCIANO. «Non un esercito, ma un popolo che crede in questa coalizione e che ha un progetto: riportare Lanciano al centro». Errico D’Amico, candidato sindaco per il centrodestra e area popolare ha voluto presentare uno ad uno tutti i suoi 184 candidati, divisi in 8 liste, (i partiti politici del centrodestra e 3 movimenti civici) il più alto numero di raggruppamenti a sostegno di un candidato nella storia politica lancianese. Il luogo scelto è all’aperto, «in piazza, perché volevamo presentarci in mezzo a voi», dice D’Amico. L’impatto visivo è quello voluto: un gruppo numeroso, compatto, che sfila sul palco dando, ognuno dei componenti, la mano al leader della coalizione. «Qui non mi sembra che ci sia la vecchia politica», incalza D’Amico. «Ci sono donne, giovani, volti nuovi che si sono impegnati in prima persona. Non mi sento un bomber, qui non è una gara a chi è il migliore, voglio essere l’allenatore di questa squadra fantastica».

D’Amico ripercorre le tappe della sua discesa in campo, la vittoria alle primarie, le interviste, le battaglie per l’ambiente e l’Estate musicale frentana. «Vogliamo una città diversa», incalza, «che esca da questa apatia e isolamento. Prima Lanciano aveva dei simboli e una storia, oggi quei simboli le sono stati strappati via, pensiamo all’ospedale, al tribunale, all’Estate musicale frentana, al Mastrogiurato». Tra i temi cardine del programma, che sarà presentato in un secondo momento alla cittadinanza, c’è la creazione di un nuovo polo scolastico, la difesa della Sangritana «ultimo baluardo della città», il piano straordinario di rilancio della manutenzione ordinaria cittadina, la difesa dell’ambiente. Molta attenzione è dedicata a ciò che potrà fare ognuno dei circa 200 candidati. D’Amico legge infatti un decalogo che, sottolinea, «riguarda l’approccio, il metodo che ciascuno di noi deve avere per amministrare la cosa pubblica». Tra i principi da seguire ci sono l’impegno per lo sviluppo delle comunità locali, rendere conto di tutte le spese ai cittadini, combattere gli sprechi, dar spazio ai giovani preparati e meritevoli e ai luoghi di dibattito, mettere al primo posto l’interesse della comunità. «La partecipazione deve essere un metodo e una scelta», conclude D'Amico.

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