D’Emilio ancora bloccato nel Rifugio Pomilio: ora basta

15 Marzo 2016

RAPINO. «Siamo isolati da oltre quattro giorni con evidenti danni alla nostra libertà e sicurezza». Roberto D'Emilio, gestore del rifugio Pomilio, è livido di rabbia dopo l'ennesima domenica...

RAPINO. «Siamo isolati da oltre quattro giorni con evidenti danni alla nostra libertà e sicurezza».

Roberto D'Emilio, gestore del rifugio Pomilio, è livido di rabbia dopo l'ennesima domenica trascorsa barricato nella struttura che si trova a 1.930 metri di altezza. La colpa è della neve che ha, in pratica, soffocato la strada che da Mammarosa sale fino al rifugio Pomilio. Di spazzaneve, ovviamente, neanche l'ombra a causa di una querelle in corso con l'Ente Parco. Destinatario, al pari del prefetto di Chieti e della Procura della Repubblica, di una missiva al veleno. Anche perché, ad oggi, in aiuto del rifugio Pomilio si è mosso solo Rocco Micucci, sindaco di Rapino, firmatario di una diffida formale nei confronti dell'Ente Parco.

D'Emilio non le manda a dire e denuncia di «essere completamente isolato ed ignorato ancora una volta da oltre quattro giorni per l'impraticabilità della strada che viene sgomberata dalla neve solo fino al piazzale Mammarosa, ignorando i 2800 metri fino al rifugio Pomilio». Per questi motivi viene puntato il dito contro le istituzioni. «Si denuncia per l'ennesima volta questa incresciosa situazione con evidenti danni alla nostra libertà e sicurezza». (j.o.)