D’Ingiullo: conti in rosso, anche Febo sapeva

L’ex assessore al patrimonio attacca il Pd: parlano loro che hanno sperperato a destra e a manca
CHIETI. «Da quale pulpito parla il Pd! I suoi consiglieri sono gli ultimi a poter toccare il tema delle difficili condizioni in cui si trova il Comune, visti i cinque anni in cui hanno amministrato la città fra gli sperperi». A parlare è l’ex assessore al patrimonio e consigliere comunale di Forza Italia, Marco D’Ingiullo, che replica all’attacco del giorno prima da parte del centrosinistra, e in particolare del consigliere Alessio Di Iorio, sul “fallimento” dell’attuale amministrazione. «Quando ci siamo insediati dopo l’amministrazione Ricci», dice D’Ingiullo, «non abbiamo fatto altro che ridurre le spese per cercare di salvaguardare un bilancio fortemente provato e ingessato. Salvaguardando solo il sociale abbiamo tagliato su tutto. Solo per fare un esempio, abbiamo risparmiato 300 mila euro nel corso del primo mandato solo tagliando gli emolumenti della giunta comunale. Perciò non accettiamo moralismi da chi ha collezionato spese inutili e cattiva amministrazione». D’Ingiullo porta degli esempi: dal city manager a 160 mila euro l’anno, al contenzioso con l’Aca da 8 milioni e mezzo di euro, alla contrazione di “mutui a go go”, alla Settimana mozartiana realizzata a costi altissimi (450 mila euro contro i 120 mila di questa amministrazione). E poi ancora: «Hanno sperperato soldi a destra e a manca, anche attraverso una cattiva gestione delle società partecipate, tanto è vero che la Teateservizi costava al bilancio comunale ben 4 milioni di euro contro gli attuali 2 di questa amministrazione». E dunque, se Di Iorio aveva chiesto a Di Primio di chiedere scusa, D’Ingiullo rigetta al mittente la richiesta. Riguardo all’accusa secondo cui Di Primio avrebbe in un certo senso contraffatto la campagna elettorale non rivelando ai cittadini lo stato in cui si trovavano le casse comunali, D’Ingiullo risponde che il candidato di centrosinistra, Luigi Febo, ha fatto lo stesso. Perché, se questa situazione era nota a Di Primio, lo era anche a lui, “ciononostante”, sottolinea l’ex assessore, «prometteva di tutto e di più, ben sapendo che non si poteva fare». E dunque, anche da questo punto di vista, conclude D’Ingiullo, “il Pd e il centrosinistra dovrebbero solo stare zitti”.(a.i.)

