D’Ottavio a Di Maio: lo stop al Gpl l’ha già dato il consiglio comunale

Ortona. Il sindaco replica alla manifestazione di domenica del M5S contro l’impianto al porto «Ci siamo espressi chiaramente lo scorso giugno e comunque teniamo alla sicurezza della città»
ORTONA. «C’è un sindaco in questa città che protegge i propri concittadini? No. Questa è l’impressione che ho io. Non c’è un’amministrazione che protegge i propri concittadini da un’iniziativa di business pericolosa». Così il vice presidente della Camera dei deputati, Luigi Di Maio, si esprimeva domenica pomeriggio in piazza della Repubblica nella manifestazione anti-gpl che ha organizzato il Movimento Cinque Stelle di Ortona. Il pentastellato, tra i diversi temi toccati durante il suo intervento, aveva puntato anche il dito contro il primo cittadino Vincenzo D’Ottavio.
E la risposta di quest’ultimo, il giorno dopo, non si è fatta attendere. Il sindaco ha replicato alle parole al veleno di Di Maio e ha puntualizzato sulla propria posizione in merito al progetto. Poche parole ma inequivocabili: «Io e l’amministrazione ortonese, nonchè l’intero consiglio comunale, ci siamo già espressi sull’impianto di gpl da 25mila metri cubi». Il riferimento di D’Ottavio è alla delibera approvata all’unanimità lo scorso giugno, durante una seduta di consiglio che per l’occasione si era tenuta alla Sala Eden, con la quale l’intera assemblea civica si era espressa in maniera contraria al progetto. E se Di Maio aveva parlato di mancata protezione da un business pericoloso, il sindaco ha controbattuto affermando che «teniamo a cura la sicurezza della città».
Insomma non è mancato il botta e risposta tra il deputato e il primo cittadino: d’altronde era prevedibile che D’Ottavio replicasse all’attacco pubblico sfoggiato da Di Maio. Quest’ultimo, sul progetto di realizzazione dell’imponente impianto di stoccaggio di gpl aveva sottolineato nell’incipit del suo intervento in piazza che si tratta di «uno dei tanti esempi in cui quando la politica dice sempre sì diventa pericoloso».
Poi sul gruppo Tosto che sulla propria pagina facebook ha espresso un’opinione favorevole al referendum costituzionale: «È anche logico che chi vuole fare business in questo modo sia per il sì il prossimo 4 dicembre. Perché è un referendum che non fa nient’altro che togliere ai territori la possibilità di decidere per se stessi». Il vicepresidente da parte sua aveva lanciato l’invito in piazza ad indire un referendum comunale: «Se questo genere di amministrazioni decide di non tutelarci, l’unica cosa che dobbiamo pretendere è che il sindaco o chi per lui dia a noi la parola e la possibilità di esprimerci con un referendum comunale. E se vi vengono a dire che costa troppo, andate a guardare i bilanci dei Comuni e vedrete cosa veramente costa troppo, vedrete le spese che fanno ogni mese e ogni anno».
La domenica a cinque stelle ha dunque lasciato il segno: ora l’attesa sul caso gpl è tutta per gli sviluppi.
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