Da api e miele il lavoro per chi l’aveva perso

24 Giugno 2022

CASTELGUIDONE. A Castelguidone fin dal 2019, la Caritas della diocesi di Trivento, in un terreno concesso dalla parrocchia, ha avviato un progetto di apicoltura solidale destinato a persone del...

CASTELGUIDONE. A Castelguidone fin dal 2019, la Caritas della diocesi di Trivento, in un terreno concesso dalla parrocchia, ha avviato un progetto di apicoltura solidale destinato a persone del territorio che avevano perso il lavoro ed erano desiderose di avviare un percorso di formazione professionale finalizzato all’avvio di un’impresa. I fondi dell’8xmille hanno permesso di potenziare l’attività formativa dell’apiario e consentito l’acquisto di nuove attrezzature. «Lo consideriamo un progetto che si rivolge a persone pronte a rimettersi in gioco», spiega don Alberto Conti, direttore della Caritas diocesana di Trivento, a Gianni Vukaj nella nuova puntata della serie “Firmato da te” in onda su Tv2000, «perché l’obiettivo consiste nel renderle autonome con l’apprendimento di un nuovo mestiere. In questo modo operiamo secondo una duplice finalità: offriamo una nuova possibilità a chi ha perso il lavoro per consentirgli di liberarsi dal bisogno e quindi riorganizzarsi la vita. La seconda finalità è scandita nell’enciclica "Laudato si’” di Papa Francesco, che ricorda a tutti noi l’importanza di custodire il Creato, di prenderci cura del territorio. Simbolicamente abbiamo voluto donare alcuni barattoli del nostro miele proprio al Santo Padre, me ne sono incaricato personalmente nel corso di un incontro».
Per risollevare un territorio a rischio spopolamento - in paese vivono poco più di 300 abitanti - occorre una spinta occupazionale in chiave sostenibile. Una strategia avviata in questa direzione dall’organismo diocesano che opera, con questo progetto triennale, per superare il tradizionale concetto di assistenza e per fornire, con la collaborazione e la consapevolezza dei soggetti coinvolti, quegli strumenti necessari a costruire un nuovo cammino lavorativo.
«Don Alberto mi ha chiesto di mettere a disposizione le mie competenze», racconta Francesco Bottone, tutor del progetto, «per formare delle persone interessate a diventare professionisti dell’apicoltura. Coloro che hanno saputo cogliere questa opportunità stanno adesso muovendo i primi passi da imprenditori di se stessi. È una strada lunga e complessa che potrebbe aiutarli economicamente e, allo stesso tempo, sostenere il territorio perché l’apicoltura, in queste zone depresse, potrebbe permettere alle persone di restare e di non andarsene altrove a cercare un’occupazione». Un progetto che per molti è arrivato proprio nel momento più difficile della loro vita. «Nel 2019», sottolinea uno dei protagonisti del progetto, «ho attraversato un momento di difficoltà economica. In famiglia avevamo perso il lavoro sia io che mia moglie. Con questa iniziativa della Caritas ho ricominciato a nutrire la speranza». «Ci sono persone che grazie al progetto di apicoltura», riprende don Alberto, «hanno potuto superare fragilità di natura non soltanto economica. Imparare un mestiere in armonia con la natura è un frutto bellissimo».