Da Chieti in Ucraina, il viaggio di Luigi per aiutare i bambini

L’ingegnere di 39 anni consegna i doni della sua parrocchia: «È una goccia nell’oceano, ma non dimentico quei sorrisi»
CHIETI. Un viaggio d’amore e di speranza lungo 3.760 chilometri per aiutare gli orfani di guerra. Da Chieti, la sua città d’origine, a Ivano Frankivsk, Ucraina occidentale. Luigi D’Alberto, 39 anni, che di mestiere fa l’ingegnere e lavora in Scozia, domenica pomeriggio è partito da solo con la sua Fiat 500X per consegnare i doni dei parrocchiani di Madonna delle Piane a cinque bambini. «Lo so, è una goccia nell’oceano», racconta al telefono Luigi, di ritorno dal suo viaggio, mentre è ancora incolonnato al confine con l’Ungheria, «ma spero che questo piccolo supporto sia utile. Negli ultimi mesi, i sostegni al popolo ucraino sono diminuiti di parecchio: si registra una sorta di assuefazione davanti a una tragedia che però, in realtà, va avanti e continua a mietere vittime quotidianamente».
Non sarebbe stato più facile inviare un pacco, invece di percorre quasi quattromila chilometri in automobile, tra andata e ritorno? «A dire il vero», risponde Luigi, «l’ho già fatto tre volte dall’inizio della guerra, che è scoppiata il giorno del mio compleanno. Ma stavolta ho pensato che questi bambini, dopo aver perso i genitori, ovvero i punti di riferimento della loro vita, avrebbero potuto apprezzare anche la presenza fisica, il sorriso di uno straniero che ti consegna di persona un regalo, magari assieme a una parola in ucraino. Ho deciso di partire anche per riabbracciare un mio caro collega e amico, Taras Kondur, che è ucraino e sta vivendo sulla sua pelle il dramma della guerra. La mia non è stata un’iniziativa campata in aria: l’ho pianificata da mesi con l’aiuto di un’associazione, l’International association for support of Ukraine, che mi ha fornito supporto sia a livello logistico che per ottenere la documentazione necessaria».
Volodyimir, 6 anni; Pavlo Alexandr, 7; Andrii, 12; Elizaveta, 14; Anna, 17: solo loro i bimbi e gli adolescenti che hanno ricevuto vestiti, quaderni, computer, libri, materiale scolastico, merendine, caramelle e cioccolata. «La risposta della parrocchia di Madonna delle Piane», prosegue Luigi, «è stata importante: dopo il mio appello durante la messa, in tantissimi hanno portato doni. Io ho voluto metterci la faccia perché, nonostante lavori lontano dall’Italia da molti anni, non ho dimenticato le mie origini e la mia comunità, perché sono valori che mi ha trasmesso la mia famiglia. Non potrò mai dimenticare il sorriso dei bambini ucraini davanti a un barattolo di Nutella, a un paio di scarpe o a una maglietta nuova».
L’assistente sociale che ha accompagnato Luigi durante le visite agli orfani ha registrato un video per ringraziare la parrocchia di Madonna delle Piane, guidata da don Nicola Del Bianco: «È stato un pensiero gradito in un momento molto difficile per gli orfani dell’Ucraina», sono state le parole della donna, «avete regalato loro un po’ di serenità. Per dirvi grazie, abbiamo deciso di farvi recapitare da Luigi dei piccoli regali realizzati da alcuni dei bimbi: sono angeli con i colori della nostra bandiera, un simbolo religioso e un cioccolatino».
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