Da domani la Sevel non si fermerà più

Giorno storico per la fabbrica del furgone Ducato: scatta il 18° turno, a regime si lavora 7 giorni su 7, incentivi per la domenica
ATESSA. Un giorno storico per Sevel quello di domani, l'ennesimo di una scalata di successi. Dalla notte di domani, lo stabilimento dei furgoni commerciali a marchio Stellantis passerà da 17 a 18 turni, una rivoluzione che interessa i turni notturni della domenica e circa 1.600 dipendenti. La fabbrica non si fermerà più e lavorerà a regime sette giorni su sette. Il turno notturno resta comunque su base volontaria, ma si aggiunge quello della domenica notte, prima trattato in regime di straordinario. Secondo il contratto collettivo specifico si poteva ricorrere a 15 straordinari all'anno. Da domani invece si lavorerà sempre in regime ordinario, notte e giorno, anche di domenica, giorno in cui, tuttavia, i dipendenti verranno incentivati con un bonus (il cui importo è stato oggetto di contestazione tra i sindacati) di 25 euro per un totale di 100 euro al mese. I riposi saranno a scorrimento.
Proprio per consentire ai lavoratori di riposarsi l'azienda ha ritenuto necessario un "innesto" di circa 300 lavoratori in più, di cui tuttavia, in gran parte trasfertisti in arrivo dagli stabilimenti del gruppo Stellantis in difficoltà: Melfi, Pomigliano e Cassino. Tra la nuova forza lavoro si conta solo una sessantina di dipendenti con contratto da agenzie interinali e 47 dipendenti a tempo determinato il cui contratto non era stato rinnovato nelle scorse settimane per far posto ad altrettanti trasfertisti. Proprio il ricorso alla manodopera interna al gruppo e la scarsità di assunzioni sul territorio ha creato qualche malumore tra i rappresentanti sindacali aziendali e i lavoratori. In passato Sevel, a fronte di ogni salita produttiva, aveva sempre adottato la politica del 50 e 50, ossia 50 assunzioni sul territorio e 50 dipendenti di stabilimenti interni. E ci si prepara quindi alla massima capacità produttiva quest'anno, nonostante la pandemia da Covid abbia agito come una mannaia sulle produzioni del settore automotive. Complici l'efficienza e l'appeal del furgone commerciale e il fatto che le consegne on line sono salite a livello esponenziale, così come è cresciuto a dismisura il mercato dei van e dei camper su base Ducato, lo stabilimento di contrada Saletti produrrà grazie al nuovo turno circa 20mila veicoli in più quest'anno, per un totale che dovrebbe aggirarsi, secondo le previsioni, sui 330mila furgoni. Un numero che tocca di gran lunga la capacità massima produttiva dello stabilimento. Ma dietro i record macinati di anno in anno c'è anche un rovescio della medaglia. La produzione, in Polonia, di 100mila veicoli, entro il 2022, del modello "passo lungo", più grande del Ducato, preoccupa non poco assieme alla concorrenza con un paese interno all'Europa, dove prima il monopolio del mercato era detenuto da Sevel e i costi al ribasso di energia, tasse, trasporti e lavoro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

