Da domani sciopero contro i licenziamenti

18 Luglio 2021

Anche in Val di Sangro la protesta della Fim, Fiom e Uil. E la Cisl rilancia l’allarme sulla Sanmarco

ATESSA. È stata recepita anche in Val di Sangro l’iniziativa delle segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm di proclamare due ore di sciopero, a partire da domani e fino a fine mese, in tutte le aziende metalmeccaniche italiane. Da domani le segreterie provinciali saranno al lavoro per individuare le modalità di sciopero per protestare contro «licenziamenti (alcune multinazionali aziende e multinazionali come Gkn, Whirpool, Gianetti ruote e altre hanno avviato le procedure di licenziamento per centinaia di lavoratori); riformare gli ammortizzatori sociali e difendere l'occupazione; dare soluzioni alle crisi aziendali aperte e impedire alle multinazionali di speculare e distruggere l'industria del lavoro».
In Val di Sangro il pensiero di tutti alla parola licenziamenti va sicuramente alla Sanmarco. Azienda storica del tessuto automotive, nota per essere un punto di riferimento per la fornitura non solo di Sevel, ma anche di altre importanti case automobilistiche, la Sanmarco ha vissuto anni burrascosi di cattiva gestione fino all’epilogo di questi giorni: l’avvio della procedura di licenziamento per 50 dipendenti su 142 con procedura 223 che prevede l’applicazione di criteri di legge per carichi familiari, anzianità di servizio ed esigenze tecnico produttive. La nuova gestione, il gruppo Scattolini Sangro srl, nonostante quasi 9 milioni di investimento e il ricorso agli ammortizzatori sociali, ha dichiarato nei giorni scorsi di non aver potuto evitare una flessione del fatturato che comporta il fatto di non poter essere più in grado di mantenere tutti i rapporti di lavoro all’interno dello stabilimento. «Un comportamento vergognoso e inspiegabile, irrispettoso per le persone, il territorio e le istituzioni», tuona la Fim Cisl, «un’azione senza logica vista la cassa integrazione straordinaria in corso per altri 9 mesi e la possibilità di utilizzare le 13 settimane di cassa integrazione a costo zero per l’azienda, necessaria a dare ossigeno ai lavoratori e trovare soluzioni alternative. La maggior parte dei lavoratori sono a casa da inizio anno, senza aver avuto la possibilità di rotazione a lavoro, mentre all’interno dello stabilimento si è constatata la pretesa verso gli addetti di fare lo straordinario, chiesto addirittura ad una nostra rsu. La Fim-Cisl», recita una nota, «ha richiesto un incontro come stabilito dalla ex 223/91 e adotterà tutte le azioni possibili al fine di tutelare e non lasciare soli i lavoratori. Questa notizia è l’ennesima profonda offesa che subisce la provincia di Chieti da parte di questa azienda che con arroganza e presunzione ferisce profondamente il nostro territorio. Pertanto, torniamo a chiedere l’intervento fondamentale delle istituzioni e della politica abruzzese».