Da Nereto a Chieti, tripudio neroverde

Tifosi all’Angelini per attendere il ritorno del pullman della squadra. Il presidente Di Giovanni commosso al ricordo di Vanni
CHIETI. La festa inizia a Nereto e prosegue allo stadio Angelini. Centinaia di tifosi attendono il ritorno dei giocatori per festeggiare la promozione. Il Chieti torna in serie D dopo due anni e mezzo. Sono da poco passate le 19 quando il pullman della squadra fa rientro in città. Ad accogliere i giocatori ci sono tantissimi tifosi che, di ritorno da Nereto, hanno ancora voglia di festeggiare. I giocatori vengono abbracciati, acclamati, ringraziati. L’allenatore Alessandro Lucarelli fa vedere la maglia degli 89 Mai Domi, cuore pulsante della curva Volpi, e stringe la mano a tutti. C’è anche il presidente Filippo Di Giovanni, al quale i tifosi chiedono di allestire una società e una squadra che possa essere protagonista anche in serie D. «Torniamo in questa categoria con le ambizioni di fare il Chieti», promette Di Giovanni. «La società ha bisogno di strutturarsi e di solidificarsi per riportare questa città ancora più in alto. Ci stiamo già lavorando, ora però godiamoci la festa». Un campionato vinto rispettando le promesse fatte ad inizio stagione. «Abbiamo rispettato gli impegni», dice Di Giovanni. «Mancavamo in D da diversi anni e questo è un momento bellissimo da condividere con la città. Abbiamo meritato la vittoria del campionato facendo tanti sacrifici». Di Giovanni non trattiene le lacrime quando ricorda Roberto Vanni, il tifoso scomparso un anno fa. «Questa vittoria è per lui», conclude il presidente, «mi sarebbe piaciuto festeggiare ora con lui». Anche i tifosi hanno omaggiato Vanni, esponendo uno striscione a fine partita. «Prima che morisse, gli avevo promesso che avremmo vinto il campionato», aggiunge il ds Omar Trovarello, «e ho mantenuto la promessa. Per me è il primo campionato vinto. Una gioia doppia perché l’ho fatto nella mia città, davanti a quella curva nella quale sono cresciuto».
Un altro teatino doc è Daniele Ricci, capitano e trascinatore della squadra. «Una gioia indescrivibile», spiega Ricci, mentre dagli spogliatoi si sentono i cori dei giocatori che non hanno nessuna intenzione di interrompere i festeggiamenti. «Abbiamo fatto un cammino straordinario, merito dei miei compagni, del mister e dei tifosi che ci hanno sostenuto dalla prima all’ultima partita. La gara della svolta è stata quella in trasferta con l’Alba Adriatica dove, dopo qualche passo falso, abbiamo dimostrato di essere i più forti. Il mio futuro? Ho un sogno: giocare in D con la maglia della mia città. La dedica è per la mia ragazza e per la mia famiglia». Stefano Miccichè è scatenato. Ha in mano un secchio d’acqua e bagna tutti, danneggiando anche il cellulare del compagno di squadra Di Marco. Poi, il bomber neroverde, autore di 15 gol, torna serio. «È stata una vittoria sudata perché il campionato non era partito benissimo», dice Miccichè, «ma siamo stati bravi a riprenderlo. Se ho fatto tutti questi gol, il merito è dei miei compagni. L’arrivo di Lucarelli ci ha dato nuove motivazioni e un’impronta diversa». La festa, intanto, prosegue fino a tardi alla pizzeria Caruso. In attesa della festa ufficiale in piazza che ci sarà a fine campionato.
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