Da sei paesi salutano don Danilo

22 Settembre 2016

Orsogna, oggi i funerali del parroco carismatico morto a 48 anni. Monsignor Forte celebra la messa

ORSOGNA. Sarà l'arcivescovo di Chieti Vasto, padre Bruno Forte, a celebrare alle 15.30 nella chiesa di San Nicola, il funerale di don Danilo Belotti, parroco 48enne di Santa Maria Maggiore, San Tommaso di Caramanico e San Bartolomeo di Sant'Eufemia. Era gravemente malato da qualche tempo ed è morto martedì nell'ospedale di Chieti. Alla messa funebre saranno presenti diversi confratelli di don Danilo, prete con un forte carisma, capace di attirare alle diverse iniziative migliaia di fedeli. La camera ardente, nella chiesa di San Rocco, sempre a Orsogna paese della mamma e dove risiede la famiglia, è stata metà di un pellegrinaggio incessante in queste ore con numerosi momenti di preghiera e di spiritualità. Oggi si prevede la presenza di fedeli, oltre che di Orsogna, da Chieti (don Danilo è stato cappellano dell’ospedale e vice parroco della Madonna della Neve), Vasto (vice parroco), Scerni (parroco di San Giacomo), Torrevecchia Teatina (parroco) e di Caramanico, Sant'Eufemia e Salle. Numerosi saranno anche i figli spirituali di don Danilo che arriveranno con pullman anche da fuori Regione. A vegliare il giovane sacerdote ci sono stati anche papà Peppino (originario di Casale Cremasco, paese di nascita anche del sacerdote), mamma Mimma ed Erica, la sorella; a loro hanno fatto corona altri parenti, giovani e anziani, con un senso misto di dolore, emozione e riconoscenza. Si esce dalla camera ardente con gli occhi lucidi e il cuore pieno di gioia, sentimenti contrastanti in circostanze come questa; si esce anche con una certezza: don Danilo non ha lasciato soli questi suoi amici, anzi, come alcuni ripetono, "ora è più presente che mai". Aveva un sorriso sincero, uno sguardo penetrante, la parola mai sprecata ma ristoratrice; un uomo di fede capace di trasmettere ciò in cui credeva; un testimone dei nostri tempi con un'attenzione alla "tradizione" (indossava la talare e il tricorno) che considerava però non sterile adempimento di un passato nostalgico ma come radici per elevare nuovi rami e far sbocciare tenere gemme. Devoto alla Madonna (migliaia lo seguivano a Medjugorje) e propugnatore dell'adorazione eucaristica (arrivavano anche in pullman per partecipare), don Danilo ha creato anche un gruppo di preghiera, Apostoli della Croce, aperto a tutti quelli che desiderano approfondire la propria fede. (m.d.n.)