Da tre anni non fa lezione Prof rischia il licenziamento

Il rettore riceve la denuncia di 29 studenti e apre un procedimento disciplinare I ragazzi: «Disprezzo delle regole». Coinvolta anche la docente di un altro ateneo
CHIETI. Un docente che da tre anni non si presenta più a lezione, una docente che, al contrario, non fa più parte della d’Annunzio ma continua a dettare legge nel corso del prof assenteista e 29 studenti non più disposti ad accettare irregolarità. Fisioterapia nella bufera dopo una prima denuncia degli studenti a ottobre scorso e una seconda arrivata lo scorso 18 gennaio sul tavolo del rettore Sergio Caputi. Dopo la prima denuncia Caputi si è mosso facendo replicare la prova di un esame pratico di tirocinio, viziata, a detta dei ragazzi, da diverse irregolarità, ma dopo la seconda denuncia Caputi ha deciso di aprire un provvedimento disciplinare a carico del docente, nome noto sia all’interno che fuori dall’ateneo d’Annunzio.
L’ACCUSA DEGLI STUDENTI. «Da ormai più di un anno assistiamo a un disprezzo delle regole, a nostro avviso palese», scrivono gli studenti al rettore il 18 gennaio scorso. «Una docente teoricamente priva di incarico e cattedra nel nostro ateneo continua a frequentare i locali del Cumfer - il Centro universitario di medicina fisica e riabilitativa che si trova al Ciapi - a visitare pazienti, imporre decisioni sul tirocinio, con una pericolosa forma di stravolgimento dei ruoli nel corso di laurea e degli attori che ne fanno parte, compresi noi studenti. Succede spesso che vengano prelevati alcuni di noi dai reparti durante il regolare svolgimento del tirocinio chiedendoci di effettuare massaggi e trattamenti, senza avere conoscenza né dei pazienti e dei rispettivi quadri clinici né delle competenze che ci vengono grossolanamente attribuite». Tutto questo mentre il professore titolare «ci risulta sia solito non presentarsi mai direttamente a lezione nel corso dell’intero triennio accademico». Gli studenti mettono sul tappeto una serie di altri problemi che sarebbero riconducibili alla docente in questione con l’avallo del prof che avrebbe dovuto controllare. Si parla di studenti provenienti da facoltà di fuori regione che non avrebbero titolo di essere lì e di carriere universitarie agevolate, oltre che del caso degli esami di tirocinio, nella cui commissione sedeva anche la professoressa che non fa più parte né del corso di laurea né della d’Annunzio, che il rettore ha poi annullato e fatto ripetere.
IL RETTORE APRE L’INDAGINE. Il 25 febbraio Caputi scrive al docente interessato. La lettera ha come oggetto “condotte contrarie allo status di docente universitario”. Dopo aver reso note le accuse ricevute, il rettore avvisa che «sin da ora mi vedo costretto a contestarle le mancanze di cui all’articolo 89 del regio decreto del 31 agosto 1933 numero 1592, ovvero grave insubordinazione, abituale mancanza ai doveri di ufficio, abituale irregolarità di condotta, atti in genere che comunque ledano la dignità o l’onore del professore. Mancanze che, se accertate all’esito dell’istruttoria già in corso, prevedono l’applicazione delle punizioni di cui ai numeri 2,3,4 e 5 dell’articolo 87 del regio decreto medesimo». Le punizioni previste vanno dalla sospensione dall’ufficio e dallo stipendio per un anno, alla destituzione, con perdita del diritto a pensione o assegni. Sempre il 25 gennaio parte un’altra lettera a firma del responsabile dell’ufficio legale dell’ateneo, Antonio D’Antonio, che chiede al direttore della didattica professionalizzante di Fisioterapia, Giovanni Barassi, «un circostanziato rapporto informativo» sulla condotta del docente in questione. È l’avvio dell’inchiesta interna.
LA DIFESA. Il docente accusato si affida all’avvocato Pierfrancesco Zecca che parla di diversi lati oscuri. A cominciare dalle 29 firme che non ci sarebbero. I nomi risulterebbero soltanto due, palesemente falsi: Mario Rossi e Gabriele D’Annunzio. Quanto all’assenteismo: negli ultimi due bienni il docente avrebbe avuto un’esenzione poiché presidente di una commissione nazionale. Nonostante ciò, avrebbe fatto molte ore di lezione.

