Da tutto il mondo per ammirare il Museo del costume

28 Agosto 2015

GUARDIAGRELE. Il Museo del Costume e della Tradizione, a pochi giorni dalla chiusura, prevista per domenica prossima, ha riscosso un enorme successo. Molti sono stati i visitatori provenienti da...

GUARDIAGRELE. Il Museo del Costume e della Tradizione, a pochi giorni dalla chiusura, prevista per domenica prossima, ha riscosso un enorme successo. Molti sono stati i visitatori provenienti da ogni parte d'Italia, da nazioni europee come Francia, Germania, Austria e Spagna e d' oltreoceamo come Stati Uniti e Australia, che hanno apprezzato le preziosità dell'esposizione. La mostra infatti, allestita in un locale del chiostro di San Francesco, nelle sue sei sale ha proposto, in un elegante percorso, ambienti caratteristici della vita domestica dei nostri nonni e dell'operosità dei contadini e degli artigiani, vissuti nel periodo a cavallo tra l' Ottocento e il Novecento. I circa 700 reperti, sapientemente raccolti nel corso degli anni, rappresentati da foto e mobili d'epoca e da numerosi arnesi da lavoro usati un tempo da falegnami, da tintori, da calzolai e da maestri artigiani della ceramica, del rame lavorato e del ferro battuto, hanno fatto compiere ai visitatori un singolare e affascinante viaggio a ritroso nel tempo. Molto interessanti all'interno dell'esposizione, sono stati poi i totem digitali, che hanno permesso alla gente di navigare, per scoprire in maniera più dettagliata le particolarità degli oggetti esposti. «Se la mostra si è rivelata un grande successo», osserva l'organizzatrice Nelda Di Francesco, «bisogna onestamente dire che, nei primi dieci giorni, ci ha molto aiutato anche la mostra personale di pittura del maestro Luciano Primavera, allestita negli stessi locali, che ha fortemente richiamato il pubblico. Complice del bilancio assolutamente positivo», conclude Di Francesco, «è stata poi la bravura del professor Angelo Adorante, direttore artistico del museo che, con professionalità e certosina pazienza ha curato l'allestimento dell'esposizione.

Giovanni Iannamico