«Da voi solo falsità sul bilancio in dissesto»

Guardiagrele. Opposizione consiliare in piazza per illustrare i conti della ex giunta Dal Pozzo
GUARDIAGRELE. Dissesto finanziario del Comune approvato dalla maggioranza consiliare lo scorso 30 luglio: l’opposizione scende in piazza. La consigliera Marilena Primavera, ha esordito illustrando come è cambiato il bilancio con la normativa del 2014, che offre la possibilità di eliminare tutti i residui che, in generale, tutti i Comuni si portano dietro. «Quando nel 2015 siamo entrati ad amministrare», ha ricordato Primavera, «la situazione finanziaria era di gran lunga peggiore di quella attuale e da alcuni dipendenti del settore economico era partita la richiesta di andare in dissesto. Noi invece», ha sottolineato Primavera, «optammo per una scelta diversa, avviando subito una grande operazione di risanamento. Basti pensare che in un solo anno riuscimmo a tagliare la spesa per circa 650mila euro». Primavera, ex assessore alle finanze, ha poi ricordato quali sono le pesantissime conseguenze derivanti dalla scelta di dichiarare il dissesto finanziario. «Il sindaco Donatello Di Prinzio e la sua giunta», ha tuonato Primavera, «mentono continuando ad affermare che la loro scelta è indolore per i cittadini, perché se è vero che le aliquote di Imu e addizionale Irpef non possono aumentare perché sono già al massimo, e anche vero che tutte le altre tariffe subiranno inevitabilmente degli aumenti, cosi come è previsto dalla normativa».
I consiglieri di centrosinistra, hanno poi evidenziato come ci si trovi di fronte a un dissesto senza debiti, senza pignoramenti, senza ingiunzioni e senza creditori. «In pratica», ha sottolineato l'ex sindaco Simone Dal Pozzo, «si tratta di un artifizio contabile teso a risolvere una incompetenza manifesta dell'amministrazione comunale, mettendo nei guai i cittadini». I consiglieri, hanno infine ricordato che l'attuale amministrazione comunale ha cancellato molti crediti o entrate che il Comune doveva incassare, secondo le previsioni degli anni precedenti, tra cui le previsioni di entrata per la spesa sociale, semplicemente ritenendo che gli atti che le prevedevano erano generici, senza però confrontarsi con i funzionari. «Noi», ha concluso Dal Pozzo, «non intendiamo abbassare la guardia e vigileremo perché ce lo ha chiesto la metà della popolazione guardiese alle ultime elezioni e lo dobbiamo a tutti i cittadini».
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