Dal Pozzo contro la Asl: basta tagli ai nostri servizi

22 Dicembre 2019

Il sindaco chiede la revoca della delibera sulle ambulanze senza medico a bordo «Gli impegni a parole non valgono, servono i fatti: subito un incontro con Schael»

GUARDIAGRELE. Si torna a parlare di emergenza sanità a Guardiagrele e il sindaco Simone Dal Pozzo, questa volta, lo fa dopo la conferenza dei sindaci che si è riunita venerdì scorso. «Quale sindaco del Comune capofila dell’ambito distrettuale», afferma Dal Pozzo, «torno a chiedere con forza alla Asl di revocare la deliberazione adottata a fine novembre con la quale viene disegnato un quadro preoccupante per il nostro territorio». Dal Pozzo si riferisce alla delibera con la quale, tra l’altro, è stato previsto anche per Guardiagrele che le ambulanze siano private di medici a bordo. «Le rassicurazioni verbali del manager Thomas Schael», sottolinea Dal Pozzo, «lasciano il tempo che trovano. Il problema è che questa proposta è scritta nero su bianco su una delibera adottata e pubblicata, che peraltro è esecutiva. Se la volontà reale è diversa», precisa Dal Pozzo, «il direttore generale può fare allora solo una cosa: revocarla con un’altra deliberazione. La stagione delle programmazione fatta su carta non è purtroppo ancora definitivamente passata. E come prima si calcolavano le distanze con Googlemaps, oggi qualcuno viene a dirci che i servizi si progettano in astratto e che in astratto le ambulanze possono viaggiare senza medico». Secondo Dal Pozzo, non è accettabile e poco importa se, statisticamente, l’intervento del medico in ambulanza è necessario solo nel 10% dei casi. «Se valesse questo principio», sottolinea il sindaco, «sarebbe come dire che, se su una strada passa una macchina ogni mezz’ora, quella strada va chiusa. Noi ci battiamo con forza contro questa logica». Per Dal Pozzo, il protocollo della Asl è «semplicemente inapplicabile e inattuabile, non solo per le note caratteristiche del territorio, ma anche per il fatto che l’attuale normativa crea non pochi problemi anche in tema di responsabilità. Se, come è noto, l’infermiere non può disporre la somministrazione di farmaci essendo questo un atto tipicamente medico», osserva, «come si può allora escludere che il tempo necessario a trasportare il paziente in pronto soccorso, non consenta di salvare una vita?». Il sindaco evidenzia poi che è proprio nelle postazioni che non hanno nelle immediate vicinanze un ospedale completo che bisogna fornire più garanzie. «Con gli altri Comuni dell’ambito distrettuale», afferma Dal Pozzo, «chiediamo un incontro con la direzione generale Asl e con la Regione per discutere di questo e anche di altri temi che coinvolgono direttamente i cittadini. Vogliamo conoscere il futuro del presidio di Guardiagrele: cosa ne è della proposta di trasformarlo in una sede distaccata dell’ospedale di Chieti? E ci chiediamo anche cosa ne è di tutte le ripetute e insistenti richieste di potenziare gli ambulatori del distretto».