Dal Pozzo: il Comune dimentica l’ospedale

Guardiagrele, l’ex sindaco attacca Di Prinzio: la Regione non investe sul presidio e lui resta in silenzio
GUARDIAGRELE. «Mentre la Regione Abruzzo, ancora in zona rossa, sta subendo l’emergenza sanitaria e il presidente Marco Marsilio decide importanti investimenti, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Donatello Di Prinzio non prende posizione e Guardiagrele resta ancora a bocca asciutta». Questa la presa di posizione del gruppo Guardiagrele il Bene in Comune che torna a parlare dell’ospedale e disegna i contorni di un futuro a rischio. «È inutile», afferma il consigliere Simone Dal Pozzo, ex sindaco, «sforzarsi a interpretare dichiarazioni come quelle del presidente della Regione o silenzi come quelli del Comune. Guardiamo invece le delibere e le ordinanze e possiamo constatare come il quadro del nostro territorio è quello di un deserto totale, destinato a trasformare il diritto alla salute in un privilegio. Anche la nostra città», sottolinea Dal Pozzo, «vive una fase critica e preoccupante visto che, dai 9 casi Covid della scorsa primavera, siamo passati a 84. Nonostante non viviamo le enormi difficoltà della Marsica o dell’Aquilano, i numeri sono alti. Tutto accade nel quadro di un sistema sanitario che non ha dato nessuna risposta aggiuntiva a quest’area se non l’attivazione di una Unità speciale di assistenza che è stata trasferita da Orsogna ma che, con appena 4 medici e qualche ora di ambulatorio da dividere con altri distretti, non è in grado di rispondere ai bisogni della popolazione».
Dal Pozzo prosegue: «Abbiamo promosso una delibera approvata nei giorni scorsi dal consiglio comunale ma il valore politico di una decisione unanime è purtroppo destinato a restare un appello vuoto se continuiamo ad avallare situazioni che colpiscono duramente la nostra città e il nostro territorio». Secondo il gruppo di opposizione, la Regione ha stanziato milioni per l’abbattimento delle liste di attesa e il recupero di oltre 200mila prestazioni senza però attenzione per il presidio di Guardiagrele: «La Asl», dice Dal Pozzo, «sta effettuando numerosi interventi e acquisti di nuove tecnologie, ma il nostro presidio non è interessato. A cosa serve allora qualche ora in più di specialistica, se non abbiamo strumenti e dotazioni tecnologiche per effettuare gli esami? Perché non investire su sale operatorie e radiologia per recuperare gli esami che anche nel nostro territorio sono rimasti sospesi a causa del Covid e, magari, porre le basi per un potenziamento che aspettiamo da anni?». Dal Pozzo evidenzia anche il problema dell’assistenza sanitaria e dei vaccini e si domanda «come mai non ha ancora ricevuto alcuna risposta all’appello lanciato di sottoporre gratuitamente a tamponi antigenici tutta la comunità scolastica al fine di arginare la diffusione del contagio».
Giovanni Iannamico

