Dal Pozzo: il dissesto è una scelta politica

30 Novembre 2022

Guardiagrele. L’ex sindaco: la giunta non ha sfruttato l’occasione data dal Tar di tornare indietro

GUARDIAGRELE. Dissesto finanziario del Comune: il consigliere del gruppo “Guardiagrele il bene in comune” ed ex sindaco Simone Dal Pozzo, torna a parlare della questione, confermata con l'approvazione a maggioranza di una delibera nel corso dell'ultima seduta consiglio comunale, dopo che il Tar di Pescara, con la sentenza del 29 luglio scorso, aveva invitato il Comune a riesaminare gli atti e valutare la possibilità di percorrere strade alternative, come il predissesto o il piano pluriennale di rientro.
«L'amministrazione comunale», osserva Dal Pozzo, «con la rinuncia all'occasione offertagli dal Tar di tornare sui propri passi e seguire altre strade, vuole sottolineare più marcatamente che è solo essa a decidere il da farsi e gli altri devono semplicemente togliersi di mezzo. Così», aggiunge Dal Pozzo, «sono caduti nel vuoto in consiglio comunale anche i nostri appelli a riguardo, quando abbiamo voluto tendere una mano alla maggioranza, ma questa ha però preferito fuggire al confronto».
Dal Pozzo evidenzia che se si ascoltano i dialoghi in consiglio comunale, si capisce che quella della giunta comunale è una volontà precisa. «Possiamo infatti affermare», continua il consigliere di opposizione, «che quella del dissesto è una scelta politica precisa verso la quale è stato piegato ed indirizzato ogni argomento, prendendosi gioco di ogni logica e di ogni norma. Si dirà», osserva Dal Pozzo, «cosa interessa ai cittadini? Facciamo però una riflessione. Se sono pochi quelli che ascoltano quanto si dice in consiglio comunale, ciò che riguarda tutti, non è da poco».
L'ex primo cittadino, evidenzia quindi che si sta assistendo all'aumento delle tasse, alla ritardata o mancata erogazione dei contributi sociali, al mancato pagamento di professionisti e imprese che, chissà quando dovranno ancora aspettare per riscuotere e al taglio delle spese per la promozione culturale e turistica. «La responsabilita di tutto questo, mentre la cittadina affonda», sottolinea Dal Pozzo, «è chiara, anche se forse non se ne parla, perché il mondo oggi ci regala già troppe preoccupazioni. Noi», aggiunge Dal Pozzo, «abbiamo dimostrato che la strada del dissesto era evitabile, ma non abbiamo avuto nessuna risposta alle nostre domande e la giunta comunale, pur di non tornare indietro, ha perseverato. Chi paga questo peccato di orgoglio? Gli stessi», sottolinea, «che pagheranno il fatto di avere chissà quando una scuola incompleta e isolata, per il solo orgoglio di alcuni di dover mantenere una sciocca promessa elettorale. Ma questa però», conclude Dal Pozzo, «è un'altra storia».
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