Dal Pozzo: sull’ospedale vogliamo risposte

19 Gennaio 2020

Guardiagrele. Allarme del sindaco sul progetto di trasformare il presidio in uno stabilimento di Chieti

GUARDIAGRELE . No al continuo depotenziamento della sanità guardiese. Il sindaco Simone Dal Pozzo torna all’attacco sul futuro dell’ospedale Santissima Immacolata. «Va subito detto», afferma, «che quello c’è attualmente non è nemmeno assimilabile a un poliambulatorio. Non si può infatti continuare a contare su specialistiche ridotte ai minimi termini, con carenze su cardiologia, neurologia, pneumologia, piccola chirurgia, oculistica e altro ancora. Non parliamo poi della diagnostica: non si possono fare esami completi, come nel caso della tac che, non è pensabile con il mezzo di contrasto, solo perché nessuno ha mai risolto il problema della necessaria presenza di un anestesista e anche a causa dell’orario ridotto della radiologia». E poi il problema della farmacia: «Dall’inizio dell’anno», dice Dal Pozzo, «la farmacia ha ridotto il suo orario di apertura a un solo giorno alla settimana. Ho chiesto di ripristinare almeno il vecchio orario, ma non ho ricevuto risposta. Attivare in modo completo i servizi territoriali eviterebbe invece estenuanti attese o l’esodo di pazienti verso altre destinazioni». E dunque per il sindaco non resta altra strada per ridurre la mobilità passiva che potenziare i servizi. Operazione che appare difficoltosa «con la Regione che annuncia tagli per 78 milioni di euro. E a tutto questo», continua il sindaco, «bisogna poi aggiungere anche il caos organizzativo. Anche il tanto atteso traguardo di far coincidere distretto sanitario e ambito sociale è stato messo nel cestino e oggi i cittadini vivono l’enorme disagio di doversi rivolgere a due soggetti diversi per servizi o richieste tra loro collegate». Dal Pozzo ricorda poi che sei mesi fa i rappresentanti della Regione dissero in piazza a Guardiagrele che a dicembre ci sarebbero state novità sul progetto di fare del Santissima Immacolata uno stabilimento dell’ospedale di Chieti. Ma poi sul progetto è calato il silenzio. «A parte le carte consegnatemi in modo del tutto informale durante un comizio del centro destra», afferma Dal Pozzo, «ho ripetutamente chiesto i documenti ufficiali, ma fino a oggi non ho avuto alcuna risposta. Parlando dell’ipotesi dello stabilimento, ho poi sempre sostenuto che non è importante il nome, ma il contenuto e oggi resta ancora valida la necessità di avere a disposizione posti letto di tipo medico e geriatrico. Il problema però», conclude Dal Pozzo, «è capire se questa proposta abbia realmente probabilità di essere accolta o se, a distanza di sei mesi dalla sua formulazione, non sia invece destinata a essere solo oggetto di campagna elettorale».
Giovanni Iannamico