Dal Pozzo è imputato per un elettrodotto

Il sindaco di Guardiagrele citato dalla Procura di Messina, insieme a Soprintendenza e società Terna
GUARDIAGRELE. Il sindaco Simone Dal Pozzo, ma non nella sua qualità di primo cittadino di Guardiagrele, è stato citato a giudizio dal tribunale di Messina per la realizzazione di un elettrodotto della Terna. Dal Pozzo é accusato per fatti che risalgono al periodo precedente al suo insediamento. Secondo l’accusa, nella sua qualità presunta qualità di presidente della Ceie Power di Guardiagrele in concorso con la Soprintendenza e la Terna non avrebbe revocato l’autorizzazione a costruire dopo l’apposizione di nuovi vincoli.
Secondo l’accusa la Ceie Power di Guardiagrele che fa manutenzione ordinaria e straordinaria, attraverso Accordi Quadro per conto del gruppo Enel/Terna S.p.A., dell’intera rete di trasmissione nazionale (incluso il sistema a fibre ottiche) e attualmente amministrata da Giancarlo Primavera , sta realizzando lavori per un elettrodotto di 105 chilometri dalla Sicilia alla Calabria. Il progetto nacque dieci anni fa ed è in fase conclusiva ma l’attivazione dell’impianto è compromessa perché sequestrato il palo a Saponara (Messina) in seguito alla denuncia di una associazione ambientalista. Citati a giudizio dalla procura di Messina per il 23 febbraio del 2016 l’ingegner Roberto Cirrincione, dirigente della società Terna Rete Italia, per la realizzazione del traliccio n. 40 dell’elettrodotto nel comune di Saponara, in area sottoposta al massimo livello di tutela dal Piano Paesaggistico dell’Ambito 9. La notizia vien riportata dal Giornale di Messina.
Insieme al Cirrincione è imputato Dal Pozzo che sulle pagine di Facebook spiega: «si tratta di fatti risalenti ad epoca precedente alla mia attuale carica pubblica e relativi ad attività professionale privata nella supposta qualità di amministratore di una società della quale non sono mai stato legale rappresentante. Sono stato presidente di un consorzio di imprese e l’opera in questione (un elettrodotto ubicato in Sicilia) è stata autorizzata dalle competenti autorità (tra cui la Soprintendenza), tra l’altro prima che io assumessi la carica di presidente». «Chi ha eseguito i lavori», continua Dal Pozzo, «ha proceduto solo a seguito di pareri e autorizzazioni rilasciati prima di realizzare le opere, sicchè nessun soggetto privato, me compreso, avrebbe dovuto o potuto agire per revocare tali provvedimenti. E’ evidente, quindi, e i documenti stanno a provarlo, la mia assoluta estraneità e potrò dimostrarlo».
Contattato telefonicamente il sindaco di Guardiagrele non ha voluto aggiungere nulla di più di ciò che è stato spiegato attraverso le pagine del social network.
Coinvolti nel procedimento anche gli architetti Salvatore Scuto e Anna Piccione, ex Soprintendente ed ex dirigente dell’Unità Operativa VII della Soprintendenza di Messina.

