Dall’Abruzzo in Turchia per studiare i terremoti

CHIETI. Due ricercatori della d'Annunzio” faranno parte di una task force europea dedicata allo studio degli effetti cosismici generati dai potenti terremoti di magnitudo 7.8 e 7.5 che hanno colpito...
CHIETI. Due ricercatori della d'Annunzio” faranno parte di una task force europea dedicata allo studio degli effetti cosismici generati dai potenti terremoti di magnitudo 7.8 e 7.5 che hanno colpito Turchia e Siria il 6 febbraio scorso. Si tratta della docente di Geologia strutturale Federica Ferrarini e di Simone Bello del dipartimento di Scienze psicologiche della salute e del territorio diretto da Nicola Mammarella, membri del Centro interuniversitario per l’analisi sismotettonica tridimensionale (Crust).
L’attività si inserisce nel più ampio quadro del progetto “Euquage” che coinvolge oltre 40 ricercatori provenienti da 36 istituti tra università, centri di ricerca e istituti geologici di 18 Paesi europei. La prima di queste missioni internazionali, focalizzata sulla Turchia e coordinata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) in cooperazione con l’Autorità per la gestione delle emergenze e dei disastri del ministero degli Interni turco, si svolge dal 22 al 29 ottobre. L’obiettivo è condividere metodologie di raccolta dati sugli effetti cosismici superficiali. «Che rappresentano», spiega Rita de Nardis, docente di Geofisica della terra solida e direttore del Crust della d’Annunzio, «rappresenta la “cicatrice“ permanente che il terremoto può lasciare sul paesaggio e può estendersi anche per centinaia di chilometri. Queste manifestazioni superficiali possono causare danni importanti a strutture strategiche ed edifici situati nelle vicinanze. Perciò i dati raccolti in queste campagne sono estremamente utili per gli studi sulla geologia dei terremoti e per valutare la pericolosità sismica».
«L’iniziativa», spiega Francesco Brozzetti, docente di Geologia strutturale e coordinatore del Crust Emergency group della d’Annunzio, «si innesta su un progetto di ampio respiro per interventi in emergenza e post-emergenza in tutto il territorio Ue sotto il coordinamento della Protezione civile europea».(a.r.)
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