Dall’Argentina in memoria di nonno Vitale

28 Luglio 2014

Tre nipoti dell’emigrante Palazzotti a San Salvo per ricordare l’avo durante la “Festa del ritorno”

SAN SALVO. É trascorso più di un secolo da quando Vitale Palazzotti si imbarcò per l'Argentina per cercare quel lavoro che in Italia non riusciva a trovare. Ci riuscì e mise al mondo 14 figli che gli regalarono tanti nipoti. Tre di loro, Olga, Estella e Susana, hanno voluto compiere un viaggio di migliaia di chilometri al contrario per tornare alle origini, a San Salvo dove il 7 ottobre 1882 nacque nonno Vitale. La storia di nonno Vitale e della sua splendida famiglia sarà ricordata in occasione della "festa del Ritorno”. «Vitale Palazzotti emigrò nel 1910 e lasciò San Salvo per tentare migliore sorte in Argentina», ricorda il sindaco Tiziana Magnacca. Nel paese sudamericano sbarcò a Buenos Aires per stabilirsi poi a Concordia dove la moglie mise al mondo Antonio, Miguel, Teresa, Francisco, Bautista, Lorenzo, Salvador, Carmela, Maria Elena, Rosa Sara, Juana, Mario Josè e Pedro. «Siamo tornate a San Salvo», spiegano le tre nipoti, «per onorare la memoria di nostro nonno Vitale, per ringraziarlo per i buoni valori umani che ci ha tramandato, per la vita che ci ha donato e per conoscere le sue origini».

Da quel sansalvese in Argentina la famiglia Palazzotti ora conta più di duecento discendenti. Olga, Estella e Susana hanno voluto rivedere persino la casa in Corso Umberto I al civico 31 dove il nonno venne messo al mondo 131 anni fa. In municipio il responsabile dell'Ufficio anagrafe, Nicola Artese, ha recuperato dagli archivi comunali l'atto originale di nascita.

«Era impolverato ma ancora leggibile», afferma Artese.

L'assessore comunale alla Cultura, Giovanni Artese, ha donato alle gradite ospiti alcuni libri di storia della Città di San Salvo oltre a una pubblicazione dedicata al patrono San Vitale di cui portava il nome il nonno di Olga, Estella e Susana. Per il sindaco Tiziana Magnacca questa è «una delle tante pagine che raccontano e testimoniano attraverso la progenie l'odissea di tanti italiani che hanno conosciuto il fenomeno dell'emigrazione».

Un viaggio a ritroso nel tempo e nei luoghi di origine per conoscere le radici, la terra da dove si è partiti. «Il territorio del Vastese ha dato un forte contributo all'emigrazione ed è bello che figli, nipoti o piuttosto i pronipoti onorino i loro genitori o avi», dice commossa la Magnacca.(p.c.)

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