Dalla discarica 16 milioni di indennizzi

L’impianto di Cerratina è una fonte di guadagno per il Comune. Ranieri: gestione tra le migliori in Italia, sì all’allargamento
LANCIANO. La discarica di Cerratina, in queste settimane al centro del dibattito politico per l'ipotesi di ampliamento di circa 800mila metri cubi di volumetrie, non è solo la più grande discarica d'Abruzzo e un impianto a tutti gli effetti cruciale nell'ambito della gestione del ciclo integrato dei rifiuti regionale, ma è anche un'eccezionale voce di incasso per Stato, Comuni, società e Regione Abruzzo. «Questo impianto», spiega il presidente di EcoLan, Massimo Ranieri, «è uno dei meglio gestiti in Italia. Da quando è stato aperto (1995 a seguito della chiusura della discarica di Serre ndc) la discarica di Cerratina ha prodotto ricavi per 20 milioni di euro che sono andati allo Stato, 32 milioni per la Regione Abruzzo, 37 milioni per la società proprietaria dell'impianto EcoLan spa, 100 milioni, di cui 90 andati per i costi di gestione, per il gestore Ecologica Sangro, 800mila euro di "ecoristoro" per il Comune di Mozzagrogna e oltre 16 milioni per il Comune di Lanciano. Non è tuttavia solo una questione di ricavi, ma di lungimiranza e di programmazione. I rifiuti che arrivano in discarica, proprio perché stabilizzati, non producono impatti ambientali di alcun tipo».
Sedici milioni e mezzo di euro rappresentano in questo scenario una cifra non indifferente se si calcola che la bonifica della discarica di Serre, vera e propria bomba ecologica ancora presente sul territorio con impatti ambientali imponenti oltre al continuo impegno economico per il Comune, si aggira sui 2 milioni. Con 16 milioni e mezzo di euro si sarebbe potuto bonificare il sito 8 volte. Oppure si sarebbe potuto bonificarlo e realizzare infrastrutture adeguate, investire in politiche ambientali. Dal 1995 ad oggi sembrerebbe invece che nemmeno un euro sia stato destinato all'ambiente. Tanto che i 700mila euro che servono per avviare il primo di tre lotti per la bonifica della discarica di Serre, non sono del Comune di Lanciano ma provengono da un arbitrato a seguito di un contenzioso legale con l’ex gestore della vecchia discarica di Serre, l'Ecologica Sangro.
Grazie all'interessamento del gruppo civico di maggioranza Progetto Lanciano tuttavia, i fondi dell'Ecologica vanno proprio a bonificare un eterno disastro ambientale. Saranno necessari altri 300mila euro per il secondo lotto, che sono stati già inseriti dall'amministrazione, su interessamento dell'assessore ai Lavori pubblici Giacinto Verna, nel bilancio 2020 che sarà approvato a febbraio. Ma manca all'appello ancora un milione di euro per il completamento del terzo lotto. E dovrà essere impegno dell'amministrazione che succederà a quella attuale, provvedere a trovare i fondi. Resta sospesa una domanda: non si poteva intervenire prima?
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