Danneggiata l’auto del sacerdote Tanta solidarietà per don Silvio

20 Settembre 2022

CASALBORDINO. È unanime la solidarietà del consiglio comunale di Casalbordino a don Silvio Santovito, il fondatore della Fattoria Vita felice e parroco di San Salvatore preso di mira sabato sera da...

CASALBORDINO. È unanime la solidarietà del consiglio comunale di Casalbordino a don Silvio Santovito, il fondatore della Fattoria Vita felice e parroco di San Salvatore preso di mira sabato sera da un teppista che ha spaccato un finestrino della sua auto. Ieri il sacerdote è rimasto tutto il giorno nel carcere di Torre Sinello, dove ha celebrato messa e portato conforto ai detenuti. In paese però è proseguito il tam tam di solidarietà. Sono stati in tanti a schierarsi al suo fianco.
«È inaccettabile e inconcepibile», dice il consigliere comunale Alessandro Santoro, «che la convivenza nel nostro paese sia stata turbata da un gesto di vigliaccheria e intimidazione. È necessaria una seria riflessione sull’accaduto, auspicando che non ci siano forme di sostegno al gesto di violenza. Don Silvio è sempre pronto ad aiutare tutti: ha fatto tanto per i cittadini e per il territorio. Assurdo davvero danneggiarlo per dispetto». Mai, in 19 anni di reggenza della parrocchia, il sacerdote aveva subito un gesto simile.
Giuseppe Vaccaro, anche lui consigliere comunale e amministratore delegato dell'Apd Casalbordino, aggiunge: «Nel rigettare ogni forma di violenza, che altro non è che espressione di mancanza di coraggio, sono vicino a don Silvio, un sacerdote sempre pronto ad accorrere in aiuto di chi ha bisogno». La vicenda ha inevitabilmente varcato i confini del paese, suscitando l’indignazione dei tanti fedeli che seguono don Silvio da molto tempo e anche la solidarietà dei sindaci del territorio. Su Facebook i messaggi indirizzati al sacerdote sono numerosi. Unanime l'invito a non mollare. Don Silvio non ha risposto. Un collaboratore stretto è convinto che il sacerdote non intenda alimentare il clamore mediatico.
Nel frattempo, i carabinieri della stazione di Casalbordino continuano ad indagare per verificare se possa esserci una correlazione fra l’atto vandalico e un’accesa discussione avuto dal sacerdote con un cittadino che esortava tutti alla ribellione contro istituzioni e preti che «portavano nel territorio delinquenti e mafiosi».
Determinanti, per individuare l’autore del gesto, potrebbero essere le immagini di eventuali telecamere presenti in zona. (p.c.)
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