Danno fuoco alla vetrina del negozio di tatuaggi

2 Aprile 2017

Attentato incendiario la notte scorsa all’attività commerciale in piazza Garibaldi Il proprietario: mai avuto problemi, ma qui siamo abbandonati e senza controllo

LANCIANO. L’odore della benzina si sente ancora nonostante siano passate ore dal rogo. Le fiamme appiccate da mani ignote hanno distrutto la vetrina e la serranda e annerito i muri del negozio “Underskine Tattoo” in piazza Garibaldi, e soprattutto hanno scosso l’intera zona del centro storico. Qui da tempo i commercianti chiedono interventi al Comune. «Siamo abbandonati a due passi da Palazzo di Città», dicono. Piero Salvatore, 38 anni, tatuatore e proprietario del laboratorio di tatoo dato alle fiamme, si guarda attorno incredulo. «Sono sconvolto», dice, «davvero un gesto del genere, così grave, non me lo sarei mai aspettato. Un atto intimidatorio? E perché? Sono amico di tutti, non ho mai avuto problemi». Eppure buttare benzina e appiccare l’incendio fa pensare proprio a questo. Anche se in città episodi del genere sono stati sempre rari. Il rogo ha causato danni (alla serranda, alla vetrina, alle mura interne del locale) per migliaia di euro, e sono stati pure limitati grazie all’intervento tempestivo dei vigili del fuoco avvisati da un passante. «Alle 5 mi hanno chiamato i carabinieri», racconta Salvatore, «dicendomi di andare al negozio che c’erano dei problemi. Mi si è gelato il sangue. Un furto? Non pensavo minimamente ad un incendio e per giunta doloso». Invece appena arrivato ha visto fumo e cenere e sentito l’odore acre di bruciato oltre che quello di benzina: mani ignote hanno appiccato il rogo. Non ci sono dubbi per i carabinieri che stanno indagando. «Non credevo ai miei occhi», riprende Salvatore, «e per fortuna che passava un panettiere a quell’ora che ha subito chiamato i vigili del fuoco, altrimenti sarebbe stato un disastro. Lo è comunque per il gesto, sconvolgente. Qui la sera chiudiamo, e parlo anche per i miei colleghi commercianti, perché alle 20 la zona diventa pericolosa. Ci sono ubriachi, tossici, spacciatori, extracomunitari e non solo, che si “appropriano” del quartiere. Non ci sono controlli, eppure siamo ad un passo dal cuore della città. Siamo sotto il monumento ai Caduti, a pochi passi dal Comune. Invece pare di essere in periferia e, dopo questo gesto, a Scampia».

«Da tempo chiediamo interventi al Comune», aggiungono altri commercianti, «almeno maggiori controlli da parte della polizia municipale, dei carabinieri. Alle 20 abbassiamo le serrande e andiamo a casa. Da oggi anche con la paura di essere svegliati nel cuore della notte perché qualcuno ha deciso di dare alle fiamme qualche attività». «Con questo rogo abbiamo oltrepassato il limite», chiude Salvatore che da sei anni ha l’attività in piazza Garibaldi, «perché non si può dare alle fiamme un negozio in pieno centro, alle prime luci dell’alba, senza problemi. Siamo abbandonati: una periferia in pieno centro». (t.d.r.)

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