«Date alla gente case e lavoro»

L’appello di don Luigi Ciotti agli amministratori comunali
LANCIANO. «La legge deve essere migliorata, è insufficiente. Il procuratore di Lanciano, Francesco Menditto, è un maestro in materia e ha fatto grandi studi da cui è emerso che, se ci fosse un’applicazione più grintosa della legge, con norme più efficaci, sarebbero in arrivo in Italia oltre 55 mila beni»: lo ha detto don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, a proposito della lotta alla mafia attraverso il sequestro dei beni patrimoniali, nel corso dell’intervento di martedì sera a Lanciano al convegno organizzato dalla Caritas diocesana “La carità è giustizia o la giustizia è carità?”. «È una valanga che viene sottratta ai giochi e alla violenza criminali. Lotta alla mafia vuol dire anche tutto questo» ha aggiunto don Ciotti.
Nel corso del convegno si è fatto riferimento alla consegna, da parte del procuratore Menditto al Comune di Lanciano, di un immobile con terreno confiscato dalla magistratura a un indagato per concussione. Beni che saranno destinati a finalità sociali.
«La gente è stanca, ha bisogno di servizi, di lavoro, di case, di sostegno alle famiglie. Ha bisogno della dignità. Abbiamo anche una dimensione educativa e culturale da risolvere, perché siamo agli ultimi posti per la lotta alla dispersione scolastica con 6 milioni di analfabeti», ha proseguito don Luigi Ciotti. «Quanto al lavoro, non è solo un diritto, è un bisogno fondamentale delle persone per vivere, per essere libere, per crescere e mantenere la propria famiglia. La politica faccia la sua parte».
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