Day-hospital per bimbi Morgan raccoglie i fondi

2 Dicembre 2014

CHIETI. Più della metà dei bimbi abruzzesi malati di cancro sono costretti a curarsi fuori regioni. I dati dell’Aieop (Associazione italiana ematoncologia pediatrica) relativi all’ultimo periodo...

CHIETI. Più della metà dei bimbi abruzzesi malati di cancro sono costretti a curarsi fuori regioni. I dati dell’Aieop (Associazione italiana ematoncologia pediatrica) relativi all’ultimo periodo analizzato, 2006 – 2010, registrano una percentuale del 65% di piccoli pazienti che vanno a curarsi fuori. La provincia di Teramo è quella con il tasso più alto, quella di Pescara, grazie anche al centro di oncologia pediatrica, ha la percentuale più bassa. La carenza di strutture è il motivo di tanti viaggi della speranza che si è visto incidere negativamente sulla ripresa del bambino. Per cercare di sanare questa situazione si sta muovendo la onlus “Morgan di Gianvittorio”, associazione del Teramano che ha portato avanti iniziative e progetti in diverse province e Asl abruzzesi e che sta raccogliendo ora i fondi necessari per la realizzazione di un day hospital per bambini oncologici al policlinico di Chieti. «Occorreranno 320 mila euro per ristrutturare i locali dove sistemare due posti letto, una serie di ambulatori e spazi gioco per i piccoli pazienti», ha detto Giacinto di Gianvittorio, padre del piccolo Morgan, che ha perso la vita proprio a causa di un tumore, «ma noi ce la faremo anche questa volta». I lavori al piano dove si trova l’entrata principale dell’ospedale) negli spazi sino a qualche tempo fa occupati dalla direzione generale) sono già iniziati e sono stati affidati a Stefania Tornesello, un architetto di fiducia, specializzato in questo settore. Il 4 e 5 dicembre, la onlus raccoglierà fondi proprio all’entrate dell’ospedale. «In Italia ogni anno si ammalano di tumore circa 1.500 bambini e 800 adolescenti», ha detto il professor Francesco Chiarelli, direttore del Dipartimento materno infantile della Asl, «ma è importante sottolineare che sempre più spesso si guarisce. La diagnosi di certe leucemie una volta era come una sentenza di morte, ora invece per la leucemia linfoblastica ci sono percentuali di guarigione del 95%».(a.i.)