Dayco, da domani altre 30 ore di sciopero

La protesta si sposta in Regione: giovedì alle sede di viale Bovio convocate tutte le maestranze
CHIETI. I sindacati tornano sul piede di guerra alla Dayco e convocano altre 30 ore di sciopero. Le due giornate in cui operai e amministrativi hanno incrociato le braccia, sia nello stabilimento teatino che in quello di Manoppello, non sono bastate a risolvere i problemi.
La nuova manifestazione di protesta è stata indetta dalle segreterie regionali della Filctem Cgil, della Femca Cisl, e della Uiltec Uil, insieme alla rappresentanza sindacale unitaria dei due stabilimenti di Chieti e Manoppello. «Le relazioni sindacali continuano ad essere pessime», ha detto Carlo Petaccia, segretario regionale Filctem, «abbiamo chiesto di poter vedere il piano industriale perché temiamo per il futuro di 600 lavoratori dei due plessi industriali, ma da parte aziendale si continua a fare spallucce. Perciò, dopo le assemblee che si sono svolte in tutti i siti, siamo stati costretti a proclamare altre 30 ore di sciopero che saranno articolate e comunicate volta per volta».
La protesta, però, da Chieti e Manoppello si sposta ora in Regione. I sindacati chiamano all’appello le istituzioni e partono dall’Amministrazione regionale, chiedendo, inoltre, anche ai sindaci dei Comuni interessati di intervenire. La protesta parte infatti con la giornata di sciopero di domani. I sindacati hanno convocato tutte le maestranze a manifestare sotto il palazzo della Regione Abruzzo in viale Bovio a Pescara, a partire dalle ore 9.
Alla manifestazione parteciperanno oltre alle maestranze (circa 400), anche i sindaci di Manoppello, Giorgio De Luca, Lettomanoppello, Giuseppe Esposito, Serramonacesca, Franco Enrico Marinelli, Scafa, Maurizio Giancola, e Chieti, Umberto Di Primio.

