De Cesare, ultimatum a Ferrara: «Giunta subito o ci tiriamo fuori»

Si riapre lo scontro sull’assessore dimissionario Della Penna: la decisione è in stallo da una settimana Lo strappo dopo il passaggio di un consigliere a Forza Italia. Il vicesindaco: «Scelga prima di Pasqua»
CHIETI. Cinque giorni per decidere le sorti dell’assessore dimissionario Tiziana Della Penna oppure il polo civico si sgancerà dalla maggioranza. È un ultimatum quello che arriva dal vicesindaco Paolo De Cesare a una settimana esatta dal voto in consiglio comunale sulla delibera salva Teateservizi, approvata senza i voti dei centristi. Una nuova tegola che si abbatte sulla maggioranza già ballerina del sindaco Diego Ferrara all’indomani della fuoriuscita del consigliere Damiano Zappone, passato a Forza Italia. Non bastano i toni distensivi e l’appello formale alla compattezza. Gli alleati del polo civico adesso chiedono al primo cittadino di sciogliere la riserva: o dentro o fuori. «E vogliamo saperlo prima di Pasqua», incalza il leader della coalizione chiamando in causa ragioni di carattere «tecnico e umano» che interessano le scadenze dell’esecutivo, ma anche questioni strettamente politiche, su tutte il «patto elettorale» precedente al ballottaggio, che ha consegnato a Ferrara la guida della città.
Paolo De Cesare, vicesindaco con delega a Cultura, Turismo ed Eventi, in quanto ispiratore del gruppo politico formato dalle liste civiche Chi ama Chieti e Chieti c’è, può contare su cinque consiglieri (Vincenzo Ginefra, Nunzia Castelli, Silvia Di Pasquale, Valerio Giannini e Gabriella Ianiro) e tre assessori (oltre a De Cesare, anche Manuel Pantalone e Tiziana Della Penna, che ha rimesso il mandato nelle mani del sindaco a seguito dell’approvazione in aula del piano per salvare la società pubblica dal fallimento, decisione che risulta in stallo da giorni). «Siamo persone responsabili», ci tiene a sottolineare il vicesindaco, «ma se gli alleati di centrosinistra vogliono consumare uno scontro politico su Teateservizi, sulla cui vicenda abbiamo due visioni differenti da un punto di vista tecnico e amministrativo, allora noi faremo un passo indietro e ci tireremo fuori dalla maggioranza». Che, tradotto dal politichese, vuol dire: tutti a casa e si torna alle urne. «Non possiamo continuare a litigare e disperdere le energie con continui bracci di ferro», è l’opinione di De Cesare, «dobbiamo ricompattarci con senso di responsabilità e lavorare per la città, mandato che ci è stato assegnato dai cittadini al secondo turno dopo l’accordo formale dell’apparentamento. Vorrei ricordare che la vittoria delle elezioni non è del centrosinistra, ma di questa maggioranza così formata. Quindi, se dovessero essere alterati gli equilibri di giunta, chiederemo di andare alla conta della rappresentanza delle forze politiche di tutti i gruppi consiliari e delle deleghe assegnate».
Il riferimento va a una geografia politica cambiata rispetto al 2020, con un partito come il Pd che pur avendo perso pedine importanti in consiglio è ancora molto rappresentati in giunta. L’ultima fuoriuscita è la consigliera Barbara Di Roberto, passata al gruppo misto, mentre il capogruppo Filippo Di Giovanni si è sfilato al momento del voto su Teateservizi, non presentandosi in aula. «Se vengono alterati gli accordi sanciti con il patto elettorale», dice De Cesare, «che hanno determinato anche grazie a noi il consenso dei cittadini e la vittoria al ballottaggio, e se non ci viene riconosciuto il lavoro dell’assessore e la posizione di rappresentanza delle forze politiche delle due liste del polo civico, allora vengono meno i presupposti della fiducia reciproca e quindi di poter continuare a lavorare serenamente nell’interesse della città». Di qui l’aut-aut a Ferrara: «Chiedo al sindaco che prima di Pasqua decida cosa fare con l’assessore Della Penna», evidenzia perentorio De Cesare, «oltre che per rispetto della persona, bisogna prendere una decisione al più presto anche in virtù delle scadenze: l’assessore deve sapere se è legittimato a lavorare in piena serenità e in armonia con gli uffici e con l’amministrazione».
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