«De Fanis non voleva uccidere»

La procura smonta le accuse della Zingariello e chiede l’archiviazione per l’ex assessore regionale
LANCIANO. Luigi De Fanis, l'ex assessore regionale finito in uno scandalo di sesso e tangenti, per la Procura di Lanciano non stava architettando alcun omicidio della moglie. Il sostituto procuratore del tribunale frentano, Rosaria Vecchi, ha infatti chiesto l'archiviazione del procedimento perché non ci sono elementi che comproverebbero quanto invece sostenuto dalla segretaria dell'ex assessore alla cultura, Lucia Zingariello, in merito al presunto tentato omicidio nei confronti della moglie di De Fanis, Rosanna Ranieri. Il medico e assessore regionale fu arrestato dalla procura di Pescara dopo le denunce sui presunte tangenti da parte di un imprenditore culturale. La Zingariello, all'epoca segretaria dell'assessore, aveva rivelato che De Fanis avrebbe voluto liberarsi della moglie durante la relazione che i due avrebbero avuto. Per la Vecchi non ci sono elementi che comproverebbero le parole della donna e quindi ha proposto l'archiviazione, che dovrà essere giudicata dal Gip. A margine della richiesta si è poi appreso che la Procura di Pescara ha chiesto la prosecuzione delle indagini nello scorso aprile e i termini sono in scadenza. Se l'archiviazione dovesse essere confermata, si chiuderebbe quindi per De Fanis (assistito dagli avvocati Domenico Frattura e Massimo Cirulli) un capitolo molto torbido della sua travagliata vicenda giudiziaria. Dopo le accuse di concussione, truffa e peculato per un presunto giro di tangenti nell’organizzazione di eventi culturali in Abruzzo, a seguito della denuncia di un imprenditore orsognese, Andrea Mascitti, era emerso nelle indagini che seguirono anche il rapporto con la segretaria dell'ex assessore, Lucia Zingariello, 38 anni, di Taranto, ma per anni residente a Guardiagrele. La storia di sesso e infatuazione da parte di De Fanis aveva riservato anche una piega comica, e allo stesso tempo degradante, con la presunta sottoscrizione da parte dei due amanti di una sorta di contratto che definiva la quantità dei rapporti sessuali in un mese e i rispettivi "compensi" economici. Sempre all'interno dei riscontri emersi sulla relazione era spuntata anche la presunta organizzazione dell'omicidio della moglie di De Fanis che, al telefono con la ragazza, avrebbe detto di voler avvelenare la sua consorte. Di qui l'apertura di un fascicolo presso la Procura di Lanciano. I magistrati avevano sentito i protagonisti della vicenda, compresa la moglie di De Fanis, alla fine del gennaio scorso. La signora Ranieri, che aveva scritto una lettera destinata alla stampa in difesa di suo marito, ha sempre detto di non aver mai temuto per la sua vita e di non credere alle accuse di tentato omicidio definendole soltanto come "il tentativo di distruggere un uomo". (d.d.l.)
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