De Giorgio, nessuno corre per il bando

È andato deserto l’appalto del Comune per trasformare l’edificio in albergo e parcheggio interrato da far gestire a privati
LANCIANO. È andato deserto il bando dell’ex de Giorgio. Nessuno ha risposto alla gara per la trasformazione dell’ex scuola in hotel con 114 posti letto e la creazione di un parcheggio interrato dove oggi c’è il campetto da calcio dei funai. Un bando da 6 milioni di euro in project financing: ossia le opere dovevano essere costruite dai privati che in cambio ne ottenevano la gestione. Nessuna risposta, ma il Comune non molla: quell’area va riqualificata.
«Abbiamo tre opzioni per andare avanti con il progetto di riqualificazione dell’immobile e dell’area», spiega il sindaco Mario Pupillo, «con il Demanio, l’Anci e l’Invimit o attraverso un nuovo bando diverso dal precedente, più appetibile». Il bando andato deserto prevedeva che il vincitore della gara dovesse progettare e realizzare la trasformazione del de Giorgio in hotel con 114 posti letto e servizi accessori come lavanderia, spazi relax, servizi igienici per turisti, aree di ricevimento, bar-sala giochi, due ristoranti, sala polivalente per convegni e riunioni, palestra attrezzata. E di un parcheggio interrato di 44 posti auto. Hotel e parcheggio poi dovevano essere gestiti da chi realizzava l’opera per 30 anni.
«Credo che non si sia capito bene il progetto», prosegue il sindaco, «che riqualifica una struttura di significativo valore, impedendo che continui a versare nel degrado. Abbiamo ora altre strade da percorrere. In primis quella col Demanio. C’è un accordo Regione e Agenzia del demanio per la valorizzazione di 112 strutture comunali tra cui il de Giorgio. È il progetto “Dimore” orientato alla creazione di network di strutture ricettivo-culturali da realizzare in edifici di valore storico artistico in siti di pregio. Alla fine sarebbe il Demanio a cercare soggetti che possano valorizzare e gestire l’immobile con le finalità che avevamo». Il problema è che il Demanio deve ancora valutare l’immobile (il Comune chiede circa 2 milioni di euro). È un procedimento lungo, che non prevede novità fino a primavera.
«Poi c’è l’opzione Anci-Invimit sgr», riprende Pupillo, «accordo Anci con la società costituita dal ministero dell’Economia e finanze per valorizzare e dismettere il patrimonio immobiliare pubblico. Occorrono però fondi di investimento notevoli, attuabili unendo magari gli immobili di più Comuni. Questa opzione non prevede che la struttura diventi ricettiva, ma può avere altre destinazioni d’uso, sempre però pubbliche. Infine pensiamo a un nuovo bando, più appetibile, sostenibile, ad esempio allargandolo ad altri immobili, creando un albergo diffuso».
Nel frattempo i vetri del de Giorgio restano in frantumi, il verde nel degrado, la palestra Dei Funai a pezzi.
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