De Meis, ecco 300mila euro

26 Agosto 2017

D’Alfonso torna nel cantiere. E assicura i fondi per completare la ricostruzione

CHIETI. A Francavilla gli edifici dell’architettura razionalista li abbattono. A Chieti li ricostruiscono. Mentre palazzo Sirena va giù, l’ex biblioteca provinciale De Meis torna a vivere. E, in tutti e due i casi, con il benestare della Regione. Come testimonia il suo presidente Luciano D’Alfonso che ieri mattina si è presentato nel cantiere della ex De Meis per assicurare l’arrivo dei 300mila euro promessi a fine luglio.
Il presidente si è presentato con il direttore generale della Regione Vincenzo Rivera e con il funzionario regionale Ebron D’Aristotile. Ad attenderlo c’erano i rappresentanti del Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio di Chieti, che lo hanno invitato e con cui pare essersi instaurata una forte sintonia, il presidente della Provincia Mario Pupillo, il consigliere provinciale delegato Vincenzo Sputore, il responsabile unico del procedimento Francesco Faraone, e i rappresentanti dell’impresa guardiese, Costruzioni Generali, che sta portando a termine i lavori (Luigi Di Crescenzo, il titolare, e Tommaso Armellini, il direttore tecnico).
Il comitato era presente con il coordinatore Giampiero Perrotti e tutti gli altri attivisti, e aveva invitato anche i ragazzi del Collettivo studentesco Andrea Di Muzio (delle Industriali) e Simone D’Angelo (dello Scientifico) che aveva chiesto che l’ex De Meis diventasse uno spazio destinato ai giovani, di cui la città è carente.
Il primo lotto dei lavori (risistemazione della piazzetta interna e del seminterrato), partito nel 2015 per un importo di 528mila euro, è quasi terminato. I 300mila euro in più servono a risistemare anche i tre piani superiori, esclusa la torre.
È stato il Comitato cittadino ad incontrare D’Alfonso per chiedere uno sforzo della Regione perché anche i piani superiori potessero essere restituiti alla collettività, magari per ospitare sale studio, sale multimediali, laboratori artistici e sale espositive, così come hanno chiesto gli studenti delle scuole teatine attraverso il questionario del Collettivo studentesco a cui hanno risposto in 2mila. E D’Alfonso ha deciso di venire incontro alle richieste del Comitato. Dei 300mila euro promessi, «120mila arriveranno da residui Cipe e 180mila da economie del programma del Fondo di sviluppo e coesione a gestione regionale. Nel giro di meno di un mese», ha detto il presidente, «la Regione firmerà una delibera di giunta per assegnare alla Provincia i 300mila euro. Con questa delibera la Provincia potrà già provvedere ad appaltare i lavori per riconsegnare un altro importante spazio pubblico alla città».
Ad esclusione della torre, che Pupillo vorrebbe trasformare in un «museo verticale», l’ex biblioteca potrebbe così tornare a riaprire le porte per intero. Lo stabile è chiuso dal giugno del 2005, quando, nella notte tra il 2 e il 3 giugno, cedette uno dei solai. Ma anziché buttarlo giù, a Chieti si è deciso di ricostruire.
«Sono favorevole alle “demolicostruzioni”», ha detto D’Alfonso facendo riferimento con il termine appena coniato all’operazione di palazzo Sirena del sindaco Antonio Luciani. E non sono mancati elogi per il primo cittadino francavillese, «uno dei migliori sindaci presenti, uno che governa assumendosi le proprie responsabilità», ha detto il presidente.
Al termine della riunione il Comitato si è detto soddisfatto. L’unico ad avanzare dubbi è stato il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo. Per lui, D’Alfonso sta ancora promettendo. Ma in concreto, dice, non si vedrà un bel nulla. «Forse», dice Febbo, «è la nuova strategia per fare melina ed arrivare al 90° minuto, per la fine mandato e vantarsi di buoni propositi, dei quali, come il presidente D’Alfonso dovrebbe sapere, è lastricata la strada che porta all’inferno, in questo caso, politico».
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