De Sanctis: «Io diffamato» E in aula porta Cannavaro

Al via il processo per i commenti sulla “strana esultanza” in Napoli-Lecce del 2011 Il portiere della Roma: «Reputazione lesa, ancora oggi ne pago le conseguenze»
LANCIANO. «Hanno leso la mia reputazione collegando un’esultanza per loro dubbia, per me normale, al processo di Cremona sul calcio scommesse, dicendo che anch’io ero indagato. E non era vero. Per quel video, quei commenti, le conseguenza le pago ancora oggi». Queste le parole di Morgan De Sanctis, portiere della Roma, ieri al processo in cui è parte offesa: ritiene di essere stato diffamato dai giornalisti Paolo Rosato, 32 anni, di Lanciano, “conduttore” del programma web “Quotidiano.Net”, e Xavier Jacobelli, 55 anni, di Bergamo, ex direttore di Tuttosport, difesi dall’avvocato Gino Bottiglioni di Bologna. Per l’accusa i due avrebbero diffamato il portiere quando era al Napoli, commentando la «strana» esultanza di De Sanctis dopo un gol segnato da Cavani in Napoli-Lecce del 3 dicembre 2011, finita 4 a 2. I commenti contestati riguardano l’analisi di Rosato e Jacobelli col video dal titolo «Calcio scommesse: video choc Cavani-goal. De Sanctis si infuria, perché?», postata su YouTube il 9 gennaio 2012. Nel video si vede Cavani che segna il 4-1 del Napoli sul Lecce e il portiere De Sanctis, che scuote la testa in un gesto di disapprovazione.
«Una reazione incredibile, paradossale, grottesca», le parole di Jacobelli… «Cosa dobbiamo pensare dopo questa reazione?», avrebbe detto Rosato. «Venivamo da tre pareggi consecutivi subiti in rimonta», ha spiegato De Sanctis, «l’ultimo contro la Juve. In quella partita vincevamo 3 a 1 e abbiamo pareggiato. Anche col Lecce eravamo sul 3 a 1 e non riuscivamo a chiuderla. Al gol di Cavani la mia è stata un’esultanza liberatoria. Io esulto sempre così. In 500 partite da professionista esulto solo a risultato acquisito. Loro (i giornalisti, ndc) hanno considerato l’esultanza fuori luogo collegandola al calcio scommesse, indicandomi tra gli indagati e associandomi a un processo penale che mi ha danneggiato». «Abbiamo giocato nel Napoli assieme per 4 anni», ha aggiunto Paolo Cannavaro in aula, «e per me la sua è stata una reazione quasi normale. L’ho visto esultare una sola volta, per la vittoria della Coppa Italia».
I due imputati hanno consegnato un video ulteriore in cui c’è anche una precisazione uscita il giorno dopo il video incriminato. «Non c’era alcun intento diffamatorio. Ho introdotto il macrotema del calcio scommesse all’editoriale del direttore Jacobelli», ha detto Rosato «e posto una domanda: cosa dobbiamo pensare?». «Abbiamo posto domande, non affermazioni per giunta diffamatorie», ha aggiunto Jacobelli, «nè detto che era indagato». Nuova udienza con Cristiano Lucarelli il 27 gennaio 2015.
Teresa Di Rocco
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