De Vincentiis: è un Lanciano da record

Il presidente rossonero soddisfatto del cammino della squadra. Domenica scontro diretto con l’Atessa: «Ma non sarà decisivo»
LANCIANO. Il Lanciano ha osservato ieri un turno di riposo nel campionato di Prima categoria. Il presidente Fabio De Vincentiis fa il punto della situazione.
Presidente, per il Lanciano inizia il rush finale: sino a questo momento è andato tutto secondo i piani?
«Sì, finora abbiamo fatto bene in generale: abbiamo segnato tanto e, oltre ai gol fatti, ne abbiamo presi pochissimi. Prendere appena quattro gol credo sia qualcosa fuori dal normale, significa che in questa squadra funziona tutto a meraviglia in ogni reparto».
Però non centrerà un record che sembrava alla portata di quest’organico, quello di finire il campionato a punteggio pieno: un pizzico di amaro in bocca?
«Un po’ dispiace, ma è pur vero che vincere tutte le partite è difficilissimo. E non è facile trovare qualcuno che ci riesca. Amarezza a parte, mi metto nei panni dei ragazzi, e dico che possono starci dei cali mentali come quello che ha causato la nostra unica sconfitta a Ortona. Ad ogni modo l’importante è guardare avanti e, a parte il piccolo rammarico di quel momento, è stato importante vedere la reazione: dopo quella sconfitta abbiamo ripreso a crescere e a macinare gioco e vittorie».
Domenica prossima la volata comincia con lo scontro diretto con l’Atessa Mario Tano al Biondi: può essere la vittoria che decide il campionato?
«Non posso dire che sarà la partita decisiva, perché dopo ce ne saranno altre 10, e 30 punti in palio sono tanti. Noi abbiamo qualcosa in più, ma anche l’Atessa, o la stessa Virtus Ortona, sono squadre ben attrezzate che stanno contribuendo a dare vita a un bel campionato».
Cosa l’ha colpita in positivo o in negativo di questa Prima categoria?
«Mi fa piacere che contro il Lanciano tutti cerchino di fare bene e di dare il massimo, anche se siamo una squadra che concede pochissimo».
Presidente, che clima ha riscontrato intorno al Lanciano?
«Un po’ tutti ci vedono come il club blasonato, e credo che a molti faccia piacere affrontare un avversario con trascorsi importanti e giocatori che hanno militato in categorie superiori. Dal punto di vista umano ho sempre trovato un ambiente cordiale nei confronti miei e della società».
Soddisfatto dei risultati fuori dal campo?
«Ogni domenica nelle interviste post partita ringrazio sempre il pubblico: del resto questo è quello che mi aspettavo ed è uno dei motivi che mi ha spinto a venire qui. Questa è una piazza dove si può costruire qualcosa di importante, passo dopo passo, ed è quello che stiamo facendo per dare ai nostri tifosi la risposta che meritano. Abbiamo fatto tanto, e tanto c’è ancora da fare: per ammodernare lo stadio, ad esempio, o per continuare a far crescere il settore giovanile, che comunque, pur partendo da zero, ha oltre 200 tesserati e ha iniziato a raccogliere anche buoni risultati, come ad esempio con gli Allievi che sono primi in classifica. Per quanto riguarda il marketing, basta venire la domenica allo stadio per vedere quante aziende importanti ci stanno dando fiducia».
L’anno prossimo cosa resterà di questo Lanciano a livello tecnico e societario?
«Io spero che cambi pochissimo, perché abbiamo una struttura valida e un organico già attrezzato anche per la categoria superiore. Non dico che rimarrà tutto così com’è, perché nel calcio ogni anno si muove sempre qualcosa, ma mi auguro che si cambi il meno possibile. Per ora comunque pensiamo a finire questo campionato come dobbiamo».
La tifoseria si aspetta tanto da questa dirigenza: dove può arrivare il Lanciano di De Vincentiis?
«Dove deve arrivare il Lanciano lo dice la sua storia: anche se adesso è in Prima categoria, questo non è un club né da Promozione né da Eccellenza. Io sono ambizioso, e ci sto mettendo passione ed entusiasmo, oltre alla professionalità acquisita in questi anni».
Il Centro ha lanciato un sondaggio sui migliori giocatori e allenatori dei dilettanti abruzzesi: De Vincentiis chi vota?
«Come miglior giocatore non me la sento di indicarne uno in particolare, ma come allenatore dico Alessandro Del Grosso, perché credo sinceramente che sia uno dei migliori dalla Serie D in giù».
Andrea Rapino
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