Debiti dell’ente di Pescara Il caso finisce alla Camera

2 Agosto 2015

CHIETI. Una interrogazione parlamentare sulla situazione contabile della Camera di commercio di Pescara, in vista della fusione con quella teatina, sarà presentata a breve dall’onorevole di Forza...

CHIETI. Una interrogazione parlamentare sulla situazione contabile della Camera di commercio di Pescara, in vista della fusione con quella teatina, sarà presentata a breve dall’onorevole di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano. Il parlamentare dice di condividere le preoccupazioni espresse dai dieci consiglieri dell’ente camerale teatino che hanno chiesto di bloccare la fusione sin quando non si avranno certezze sui bilanci della Camera di commercio pescarese. «Se quanto evidenziato dai consiglieri fosse vero», dice l, «sarebbe più che legittima la preoccupazione per lo stato dei conti della Camera di commercio di Pescara e questo non tanto per le voci che a più riprese si sono sollevate sui costi di gestione del Porto turistico di Pescara, ma in quanto chi ha la responsabilità della Camera di commercio di gran lunga più importante e più ricca d'Abruzzo, come quella di Chieti, ha anche l'obbligo morale di far sì che una simile operazione avvenga senza ripercussioni negative sul territorio». Di Stefano assicura di non volersi muovere su basi campanilistiche, rimarcando di essere comunque favorevole alla fusione: «Lungi dalla mia volontà fare battaglie campanilistiche, anzi, sono favorevole che si uniscano le forze regionali, nello sforzo di sostenere la promozione e la crescita delle nostre imprese abruzzesi, ma questo», sottolinea, «deve avvenire nella massima chiarezza e trasparenza amministrativa, in un contesto di rispetto degli equilibri territoriali e non a scapito di uno dei territori». Con queste motivazioni l’onorevole ha deciso di scendere al fianco della richiesta di chiarezza dei dieci consiglieri camerali portando la questione in Parlamento. «Presenterò un'interrogazione», annuncia, «per ottenere quelle risposte che i consiglieri teatini chiedono, giacché come si evince dalla risposta che la Corte dei conti ha loro dato, è proprio il Ministero dello sviluppo economico che è in grado di fornire un quadro della situazione chiaro e sgombrare ogni dubbio in proposito». Era stata, infatti, proprio la Procura regionale della Corte dei conti a dire ai 10 consiglieri camerali che per avere quelle risposte che cercavano dovevano rivolgersi direttamente in sede ministeriale.(a.i.)