Debito della Asl, i sindaci restano divisi

Il centrodestra diserta il vertice del comitato. Leonzio (Cisl): «Siate più propositivi». Menna: «Meno soldi ai manager»
ATESSA . «Operazione verità»: così i sindaci del comitato ristretto Asl Diego Ferrara (presidente e sindaco di Chieti), Giulio Borrelli (Atessa), Francesco Menna (Vasto) e Massimo Tiberini (Casoli) definiscono l’incontro ad Atessa in cui chiamano a raccolta sindaci, sindacalisti, cittadini per spiegare, carte alla mano, il parere negativo dato al bilancio consuntivo Asl 2023 e alla maggior parte delle azioni previste per coprire il debito di 41 milioni dell’azienda. «Un gruppo di sindaci di centrodestra ci ha accusato di essere a una riunione di un circolo Pd», dice Ferrara, «e alcuni di questi stessi sindaci stanno protestando per il taglio della guardia turistica nei propri comuni: c’è qualcosa che non quadra. Questa è una riunione aperta a tutti, un momento di confronto».
LA RIUNIONE
Nell’afa dell’aula consiliare di Atessa Ferrara e Tiberini chiariscono subito che «il comitato ristretto dà un parere consultivo» e che loro hanno espresso un giudizio negativo «per i 41 milioni di debiti accumulati in cinque anni e per il futuro incerto di questa Asl che ha una mobilità passiva che segna un +35% e vuole recuperare 20 milioni entro l’anno a suon di tagli». «Ci avrebbe fatto piacere se avessero partecipato anche i sindaci di centrodestra dimostrando una volontà di confronto effettivo», dice Ferrara, «registriamo con favore il recente confronto che invece il manager Schael sta avendo con gli operatori della sanità che fino a pochi giorni fa non ha mai ascoltato».
I DEBITI
Borrelli mostra i numeri: «Dal 2019 al 2023 il debito è passato da 13 milioni 760mila euro a 41 milioni 127mila con i trasferimenti regionali saliti da 65 a 79.2 milioni e un risparmio di 15 milioni per energia e consulenze», illustra Borrelli, «pesano la mobilità passiva: in 5 anni cresciuta da 51 a quasi 70 milioni: +35% e i pochi ricoveri ordinari nei nostri ospedali a bassa intensità di cura che fanno incassare 125 milioni. Le responsabilità? Schael dice che la Asl è la più penalizzata dalla Regione in termini di risorse trasferite in base alla popolazione residente: -30 milioni nel 2023 e che c’è stato uno spreco di medicinali. Noi siamo preoccupati dai debiti che sono strutturali, non hanno portato servizi, dal rischio default nel 2027 per l’aumento dei costi della medicina territoriale e dal fatto che la rete ospedaliera non ha gli atti di programmazione che spetta alla Regione fare».
LE PROTESTE
«Non mi interessano le casacche politiche», dice Claudio D’Emilio, sindaco di Palena, «nelle aree interne abbiamo bisogno di sanità. Mancano medici di base, non c’è il medico di guardia, è stato depotenziato il 118: l’ambulanza da noi arriva dopo un’ora e mezza. Ora ci tagliano la guardia turistica». «Uno specialista ha prescritto una risonanza a mio marito», racconta una donna, «passati 60 giorni in attesa invano, il medico ha fatto una richiesta per prestazione breve: niente. L’abbiamo fatta a pagamento: 300 euro, soldi anticipati a fatica visto che siamo in cassa integrazione».
LE SOLUZIONI
«Le criticità sono tante e ci sono da anni e anche a livello nazionale», interviene il cardiologo Luigi Leonzio della Cisl Medici Abruzzo-Molise, «servono soluzioni: quali sono le vostre? Inoltre vi invito ad essere più rappresentativi dei territori, magari inserendo nel comitato, nel posto vacante, il sindaco di Lanciano, sede di un ospedale importante». «Abbiamo delle nostre soluzioni», chiude Menna, «ad esempio la Regione poteva evitare di dare 18 milioni per feste e festicciole, 14 milioni al Napoli calcio e investirli nella sanità e potrebbe recuperare altri soldi tagliando gli stipendi dei manager Asl».
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