Del Piano si dimette, via al cambio

30 Gennaio 2020

Vasto. Il presidente del consiglio si tira indietro: al suo posto è già pronto Baccalà

VASTO. Il presidente del consiglio comunale Mauro Del Piano si è dimesso. La decisione, nell’aria da settimane, è stata formalizzata con una lettera. Al suo posto dovrebbe subentrare Elio Baccalà, consigliere comunale di “Patto con Vasto”, che rivendica tale ruolo in virtù di un vecchio accordo siglato con Del Piano.
Ma se la partita relativa alla presidenza dell’assemblea civica sembra avviarsi a soluzione, non si placano i mal di pancia all’interno della coalizione di centrosinistra. Le ragioni del malcontento sarebbero da ricondurre alla mancata ridistribuzione delle deleghe assessorili annunciata come imminente nelle scorse settimane dal sindaco Francesco Menna. La rotazione degli incarichi, chiesta da alcune forze politiche, prima fra tutte Avanti Vasto, lista civica di matrice socialista, e sulla quale il primo cittadino si era dichiarato inizialmente favorevole, sembra sia stata definitivamente accantonata. Sul tavolo della coalizione è quindi rimasta solo la presidenza del consiglio. Sembra, però, che non tutte le forze politiche siano d’accordo a limitarsi solo all’avvicendamento fra Del Piano e Baccalà e vorrebbero che venissero ridistribuite le deleghe degli assessori e ridefinite le nomine nelle commissioni consiliari, anche alla luce della mutata geografia politica all’interno dell’assemblea civica.
L’ultima riunione di maggioranza, che si è tenuta martedì sera in Comune, ha registrato l’assenza di molti consiglieri comunali. «Sono assenze giustificate», spiega dal canto suo Menna, «le consigliere della lista Avanti Vasto, Maria Molino e Giovanna Paolino mi avevano detto che non sarebbero venute, così come mi avevano annunciato la loro assenza Simone Lembo, Giuseppe Napolitano e Luciano Lapenna del Pd. Di questi consiglieri comunque già sapevo la linea e le indicazioni anche sulle date del consiglio comunale. Si andrà alla sostituzione di Del Piano che ringrazio per il lavoro svolto come presidente della massima assise civica». (a.b.)