Delibera sulla Sasi, opposizione all’attacco
Minoranza contro il sindaco: «Prende meriti non suoi, provvedimento varato grazie a noi»
GUARDIAGRELE . I gruppi di minoranza Guardiagrele il bene in comune, Guardiagrele per tutti e Lega tornare a parlare della delibera sull’emergenza idrica, da loro presentata all’ultimo consiglio comunale e approvata dopo essere stata modificata. «In merito a questa vicenda le dichiarazioni del sindaco Donatello Di Prinzio ci appaiono assolutamente deludenti», sottolineano le minoranze, «ci stupisce come il primo cittadino, sbagliando, affermi che la delibera è passata con voto unanime grazie anche alle modifiche da lui proposte, quando le modifiche sono state apportate solo dopo le nostre insistenze, affinché venisse approvata: si è chiesta una sospensione per poterla emendare, integrare e votare all’unanimità. Il sindaco, dopo aver tacciato di protagonismo alcuni proponenti e criticato l’operato bipartisan del Cda della Sasi, ha chiesto di “ritirare la delibera” perché “superflua”. È stato poi solo grazie alla responsabilità e alla volontà dei proponenti», continuano i consiglieri, «che si è giunti al risultato ottenuto, come viene dimostrato anche dalla registrazione del consiglio». I gruppi di minoranza ricordano inoltre che, in apertura di discussione, hanno evidenziato quanto la proposta fosse importante e finalizzata a trovare, nel segno di una collaborazione fattiva, soluzioni al grave problema dell’acqua. «Eravamo determinati a supportare uniti le nostre azioni per far passare la proposta all’unanimità e cosi è stato. Va poi ricordato», continua l’opposizione, «che per la convocazione straordinaria del consiglio si era anche resa necessaria una diffida del presidente dell’assemblea e l’interessamento, per conoscenza del prefetto». Le minoranze evidenziano infine che «dispiace constatare la reticenza della maggioranza nel voler presentare questa proposta di delibera, come punto all’ordine del giorno e, successivamente, la loro ossessione di volersela poi intestare. Ad oggi», concludono le minoranze, «non sembra ci siano cambiamenti per i quali rassicurarci sulla problematica».
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