Delitto Matteotti, 100 anni dopo: Chieti ricorda il processo-farsa

Al mattino lo spettacolo al teatro Marrucino con 360 studenti delle scuole superiori della città Nel pomeriggio il convegno a palazzo di giustizia con giudici e avvocati. Allestita anche una mostra
CHIETI. Un’intera giornata dedicata all’omicidio di Giacomo Matteotti, deputato socialista ucciso il 10 giugno 1924 dai fascisti, ma anche al ruolo che la città di Chieti ebbe in quella vicenda e all’avvocato di Orsogna, Pasquale Galliano Magno, che difese i diritti della famiglia Matteotti nel processo contro gli assassini, celebrato proprio a Chieti perché considerata piazza “tranquilla” per un momento così a rischio per il regime. Quel processo valse al capoluogo teatino l’appellativo di “città della camomilla”.
A cento anni dal delitto Matteotti, Chieti ripercorre le tappe del processo-farsa di cui fu suo malgrado protagonista e prende spunto per parlare di giustizia a 360 gradi. Si parte questa mattina al Marrucino alle 11 con lo spettacolo “Processo a Matteotti”, pièce pensata per le scuole superiori dall’artista teatino Alessandro Blasioli. A seguire ci sono gli interventi del presidente del tribunale Guido Campli e di Marina Campana Magno, nuora dell’avvocato che tutelò i diritti della famiglia Matteotti. Nel pomeriggio dalle 15, al palazzo di giustizia, prende il via il convegno “Il processo Matteotti a Chieti e la giustizia italiana ai tempi del fascismo”, appuntamento a cura della Scuola superiore della magistratura e dell’Ordine degli avvocati di Chieti. La giornata è stata organizzata in collaborazione con il Comune, le associazioni Anm, Chieti Nuova 3 febbraio e Unitre. Ad assistere allo spettacolo è prevista la presenza di circa 360 studenti. L’incontro del pomeriggio sarà invece aperto dal presidente Campli, dalla presidente della Corte d’appello dell’Aquila Fabrizia Francabandera e da quello dell’Ordine forense teatino Goffredo Tatozzi. Gli interventi sono curati da Giovanni Canzio, primo presidente emerito della Corte di Cassazione, dal docente di procedura civile all’università di Siena Giuliano Scarselli, dalla sostituta procuratrice generale della Cassazione Paola Filippi e da Campana e Francabandera. Modera Emanuela Vitello, consigliera della Corte d'appello dell'Aquila. L’incontro ripercorre le vicende legate al processo teatino ma anche il tema della giustizia di oggi, oggetto in particolare dell’intervento della presidente Francabandera. Nel frattempo al terzo piano del tribunale teatino, accanto all'aula intitolata nel 2015 a Galliano Magno, si può ripercorrere la vita dell’avvocato di Orsogna, poi trasferitosi a Pescara, in una mostra documentale.
A portare avanti la memoria legata all’avvocato socialista sono rimaste ora la nuora e la nipote, il magistrato Mariacarla Sacco. «Mi sono sempre data da fare per far conoscere la figura di mio suocero», dice Marina Campana Magno, teatina per parte di padre ma vissuta per anni a Milano, «mio marito, estremamente orgoglioso del padre, ora non c’è più. Mio suocero è stato una figura di grandissimo spessore, era punto di riferimento di Matteotti in Abruzzo e ha pagato a caro prezzo l’essere stato l’avvocato di parte civile della famiglia. Ha fatto molto per questo territorio, spendendosi, ad esempio, per far rinascere la città di Pescara dopo il bombardamento. È stato presidente del Comitato di liberazione nazionale e, nell’immediato dopoguerra, viceprefetto politico per volontà degli Alleati».
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