Della Cioppa è il nuovo prefetto: «L’Abruzzo è sano, difendiamolo»

23 Novembre 2022

Il superpoliziotto pescarese promosso dal consiglio dei ministri dopo un anno e mezzo nella capitale «Ai cittadini dico di non girare mai la testa dall’altra parte, la loro collaborazione è fondamentale»

CHIETI. «L’Abruzzo è un territorio sano: va difeso». È il messaggio che arriva dal nuovo prefetto di Chieti Mario Della Cioppa, pescarese di 63 anni, nominato la scorsa notte dal consiglio dei ministri. Dirigente generale di pubblica sicurezza e questore di Roma da maggio del 2021, Della Cioppa è stato promosso dopo 37 anni di polizia di Stato: dal 5 dicembre prenderà servizio nel capoluogo teatino. Succede ad Armando Forgione, destinato a svolgere le funzioni di Ispettore generale di amministrazione.
Prefetto Della Cioppa, sono trascorsi dieci anni dal suo ultimo incarico nella nostra regione. Per lei è un ritorno a casa: che Abruzzo ritrova e come è cambiato?
«È vero, il mio ultimo incarico in Abruzzo risale al 2012, ma è altrettanto vero che Pescara è stata ed è da sempre la mia città, il luogo dove risiedo. Di fatto è un Abruzzo che conosco bene: l’esperienza da questore in moltissime province italiane mi consente di poter avere un termine comparativo importante da cui traggo che il “nostro” Abruzzo è una buona terra, di straordinaria bellezza, proiettata in molteplici aspetti, con bella gente, e che occorre preservare fornendo la massima attenzione, anche sulla sicurezza e sul sociale, senza distrazione alcuna. Questo sarà il mio obiettivo per la provincia di Chieti, territorio in cui mi immedesimerò fin da subito».
Considerando anche lo scenario generale, quali sono le priorità per una provincia come quella di Chieti?
«Ho individuato le linee di azione del mio mandato, grazie anche a un primissimo scambio di riflessioni con il prefetto Armando Forgione, sul cui solco seguirà la mia attività. Sarà mia cura esplicitarle in occasione del mio insediamento, ma vorrei confrontarmi dapprima anche con il sindaco di Chieti Diego Ferrara, che saluto e al quale fornirò massima collaborazione, e con tutti i vari sindaci, a iniziare da quelli di Lanciano e Vasto. Naturalmente sentirò il questore Francesco De Cicco, con cui mi onoro di essere amico, e i comandanti provinciali dei carabinieri e della guardia di finanza, membri permanenti del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, ai quali formulo il mio saluto fin da ora».
Spesso si ripete che non esistono più “isole felici”. Le ultime indagini hanno dimostrato come anche la provincia di Chieti, in particolare il Vastese, non sia esente dagli appetiti della criminalità organizzata.
«L’idea di una isola felice in genere contrasta con la realtà ed è solo immaginaria, ma è anche vero che la provincia di cui parliamo è un territorio sano e che deve rimanere tale. La zona a cui lei fa riferimento sarà la prima area particolarmente attenzionata: la mia non troppo datata esperienza foggiana mi aiuterà».
Le istituzioni come possono stare vicine ai cittadini per affrontare i cosiddetti crimini moderni, a partire dall’impennata di truffe?
«Interpretando il ruolo ricoperto come servente per la collettività, alla quale fornire la massima attenzione per ogni aspetto ma richiedendo anche alla stessa di compartecipare alla costruzione di un sistema di sicurezza in cui i cittadini devono essere parte attiva e integrata, attraverso l’assunzione di comportamenti responsabili e fornendo massima collaborazione alle istituzioni senza mai girarsi dall’altra parte».
La nomina di ieri è il coronamento di una carriera che l’ha portata a guidare la questura più importante d’Italia. Quale ricordo porterà del suo anno e mezzo trascorso a Roma, concluso con un episodio che ha colpito l’immaginario collettivo come il triplice omicidio del quartiere Prati e la cattura del responsabile?
«Sento un grande senso dell’onore e di gratificazione per essere stato questore di Roma: ho avvertito molto il senso della responsabilità che mi era stata affidata. Quella della responsabilità è stato il riferimento della mia azione che, se verrà ritenuta positiva, lo sarà solo ed esclusivamente per la straordinaria qualità di chi compone la questura capitolina, ad iniziare da straordinari dirigenti, da tutto il personale e da rappresentanze sindacali di grande qualità e di altrettanto spessore umano: non mi hanno fatto mai sentire solo nel mio servizio».