Denso all’esame della casa madre A luglio altro vertice al ministero

Conclusa la due giorni di visita del presidente europeo del gruppo: incontri con dirigenti e impiegati Entro giugno è previsto l’arrivo a Piana Sant’Angelo di una nuova delegazione di manager giapponesi
SAN SALVO. La visita a San Salvo del presidente di Denso Europa, Kenichiro Ito, si è conclusa. Il dirigente nipponico è rimasto in Abruzzo due giorni. Come di consueto la visita del presidente e della delegazione giapponese è stata coperta dal massimo riserbo. È certo che Kenichiro Ito ha avuto un lungo colloquio con l'amministratore delegato Francesco Monaco e con il direttore delle risorse umane, Alfonso Orfanelli. Ito ha incontrato i dirigenti della fabbrica italiana e ieri mattina anche gli impiegati. Il presidente nipponico ha visionato con attenzione i bilanci del sito produttivo italiano. Entro giugno è prevista una nuova visita di una delegazione della casa madre giapponese a Piana Sant'Angelo. Denso Italia in questo periodo è attenzionata dalla casa madre e questo per Nicola Amicucci, segretario Fismic, è un segnale positivo. Ieri Amicucci lo ha ribadito. Gli altri sindacati non si sbilanciano e chiedono nuovi investimenti. Se e quanto Denso intenda investire sul sito produttivo di San Salvo sarà reso noto fra meno di due mesi. Il 15 luglio infatti è in programma un nuovo incontro al minsitero delle Imprese. In quella sede Denso dovrà sbilanciarsi sul futuro dell'azienda. Si parlerà di isopensione ed incentivi e anche di investimenti. Il 15 luglio, insomma, a Roma si parlerà del futuro di Denso.
Il colosso giapponese è un’azienda strategica nella filiera dell’automotive in Abruzzo, il settore manifatturiero di maggiore rilievo per l’economia abruzzese e per la coesione sociale della regione. Denso ha più volte espresso la volontà di restare un presidio di riferimento della componentistica del motore endotermico, ma anche di voler continuare ad essere competitiva secondo le richieste della casa madre, per nuovi prodotti per l’elettrificazione. Al ministero si discuteranno soluzioni atte a garantire la continuità occupazionale, ma non solo. Per altri sei mesi l'azienda potrà contare sulla cassa integrazione, ma poi dovranno arrivare altre soluzioni. Lo stesso ministero qualche settimana fa ha evidenziato come gli ammortizzatori non siano un mezzo risolutivo ma un mezzo per superare la difficoltà del momento evidenziate. Sono quindi indispensabili investimenti da parte della casa madre, come richiesto da tutte le sigle sindacali. La Regione ha garantito il proprio sostegno alle politiche industriali del Vastese e segue da vicino l'evolversi della situazione. L'amministratore delegato Monaco ha già ottenuto in un anno il recupero delle perdite e il ritorno al pareggio di bilancio. I sindacati hanno chiesto a Monaco nuove lavorazioni. (p.c.)
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